I miliziani dell’Isis sparano sui civili che cercano di fuggire dalla citta’ irachena di Falluja, roccaforte dei jihadisti assediata dalle forze governative: e’ quanto sostiene una ong umanitaria, il Consiglio norvegese dei rifugiati (Nrc), citata da Bbc, secondo cui diverse persone sono state uccise mentre cercavano di attraversare l’Eufrate. Shakir al-Essawi, capo regionale dell’Nrc, ha raccontato che i civili ‘cercano di attraversare il fiume nascosti in frigoriferi, armadi e botti’. L’Nrc, che gestisce campi rifugiati nei pressi di Falluja, stima che nel centro della citta’ vi siano ancora circa 50mila civili.
I miliziani dell’Isis sparano sui civili che cercano di fuggire dalla citta’ irachena di Falluja, roccaforte dei jihadisti assediata dalle forze governative: e’ quanto sostiene una ong umanitaria, il Consiglio norvegese dei rifugiati (Nrc), citata da Bbc, secondo la quale diverse persone sono state uccise mentre cercavano di attraversare l’Eufrate. Shakir al-Essawi, capo regionale dell’Nrc, ha raccontato che i civili “cercano di attraversare il fiume nascosti in frigoriferi, armadi e botti”.
“I nostri peggiori timori sono stati tragicamente confermati e i civili vengono colpiti mentre cercano di fuggire per mettersi in salvo”, racconta, citato da Bbc, Nasr Muflahi, direttore di Nrc in Iraq, secondo cui “si tratta di uomini, donne e bambini innocenti che si sono lasciati tutto alle spalle e cercano solo di salvarsi la vita”. L’Nrc (Norwegian Refugee Council), che gestisce campi per rifugiati nei pressi di Falluja e che ha raccolto testimonianze di chi e’ riuscito a lasciare la citta’ assediata, stima che nel centro della citta’ vi sono ancora circa 50.000 civili, che di fatto sono ostaggi dei jihadisti. L’Isis da due anni che tiene in mano la citta’ irachena, a maggioranza sunnita, che sorge a 50 km a ovest di Baghdad.
In Iraq i Peshmerga hanno scoperto tra le sei e le dieci fosse comuni nell’area di Hardan, a ovest di Mosul, dove si trovano i resti di un numero definito “impressionante” di persone uccise dall’Isis. Lo ha annunciato il portavoce del ministero dei Martiri nella regione del Kurdistan, Fuad Osman, spiegando che vicino Sinjar e’ stata fatta la macabra scoperta e che il ministero in collaborazione con la Commissione internazionale per le persone scomparse (Icmp) si occupera’ dell’esumazione delle salme. Nell’area, peraltro, potrebbero esserci anche altre fosse comuni. I curdi, infatti, ritengono che queste si trovino nel territorio ancora sotto il controllo del Daesh. La maggior parte di quelle rinvenute, dopo che lo Stato Islamico e’ stato sconfitto, si trovano tutte nei pressi della citta’ a maggioranza yazida. Da qui si spiegherebbe quale sia stato il destino di tutte le persone catturate dalla formazione jihadista dal 2014 e scomparse senza lasciare piu’ traccia. Le fosse, comunque, potrebbero contenere anche i resti dei miliziani feriti a morte e bruciati sul posto per non rallentare l’avanzata del “Califfato”. Si tratta purtroppo di una pratica molto comune da parte dell’Isis, che preferisce giustiziare i prigionieri piuttosto che trasportarli in altre aree. La conferma viene anche dal ritrovamento di una grande fossa comune, che si ritiene contenga i resti di 400 tra soldati e civili iracheni, avvenuto a nord ovest di Falluja.