Il problema dell’Europa e’ l’Europa. I nostri problemi nascono a Bruxelles e, talvolta, a Francoforte. Cosi’ il ministro dell’ Economia da Davos invita a rovesciare le politiche perche’, dice, ‘ora si stanno dando i giusti argomenti per convincere che il populismo ha ragione’. Per Padoan, la classe media e’ delusa e dice no a tutto, bisogna quindi ripensare la leadership. Poi parla di inclusione: ‘Il primo pilastro per realizzarla, e’ la creazione di lavoro, seguita da altri tre concetti chiave, interconnessi: educazione, tecnologia, redistribuzione’. Gli fa eco il direttore generale dell’Fmi Lagarde, che invita i leader a ripensare le politiche, con una maggiore redistribuzione dei redditi. Oggi al World economic forum di Davos incontro tra Padoan e Moscovici, dopo la richiesta Ue all’Italia di correzione dei conti.
Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan tende la mano agli elettori dei partiti populisti che esprimono preoccupazioni “reali” che i politici dovrebbero prendere molto sul serio. Ma i partiti populisti, aggiunge, non forniscono risposte mentre le riforme strutturali che il Governo ha varato richiedono tempo per dare frutti. In un dibattito organizzato a Davos da Bloomberg Television sui problemi della classe media, al quale hanno partecipato tra gli altri il direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, l’ex segretario al Tesoro Usa Larry Summers e il ministro delle finanze brasiliano Henrique Meirelles, Padoan non si è sottratto alle domande su come recuperare consenso in una classe che costituisce l’ossatura di ogni Paese avanzato. “Dobbiamo – ha detto il ministro – prendere sul serio il populismo. Voglio dire, non tutti coloro che votano per idee populiste sono i ‘tipi cattivi’. Nella maggior parte dei casi sono ‘i buoni’, concittadini che hanno reali preoccupazioni per il futuro dei loro figli, per le opportunità di lavoro, preoccupazioni per la sicurezza. Queste sono preoccupazioni reali e i politici devono prenderle molto molto sul serio”.
Il passaggio all’azione per i politici, ha puntualizzato poi Padoan, è la vera sfida: “Non c’è nessuna scorciatoia, le soluzioni sono complicate e richiedono molto tempo per essere sviluppate. Comunque noi, come politici dobbiamo fornire una visione, che è mancata finora. Ci vuole una visione per generare gli ‘animal spirits’ che si traducono in azioni nel settore privato Specialmente in Europa manca quella visione.In altri posti la visione c’è, e si può essere d’accordo o dissentire. E quella è la sfida che la Brexit e Trump stanno lanciando: hanno una visione, che in Europa manca in termini di un messaggio potente. Mi spiace essere così pessimista ma è il caso”. L’Europa resta al centro delle preoccupazioni. “Secondo Padoan il problema in Europa è l’Europa. In molti se non in tutti i Paesi europei c’è un “forte orientamento a dire ‘ i nostri problemi sono generati a Bruxelles’ o qualche volta a Francoforte, dipende da dove si vive. Questo è un problema perchè l’Europa era una volta la soluzione a molti dei problemi degli esclusi o di quelli in ritardo nel processo di integrazione europea. Ora questa importazione viene completamente capovolta. Così gli europei hanno un dovere aggiuntivo quando mettono in piedi una politica che auspicabilmente affronta i problemi, a volte i giusti problemi sollevati dal populismo. Perchè loro stanno sollevando i problemi giusti anche se non danno risposte”.
E’ tempo che i leader politici ripensino profondamente le politiche economiche e monetarie, di fronte alla chiara risposta di protesta e delusione della classe media che arriva dai risultati politici in Usa o Europa. Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde: “Probabilmente significa che ci vuole una maggiore redistribuzione dei redditi di quanta ne abbiamo oggi”, ha detto Lagarde a un panel del Forum economico mondiale.