Nel giorno più difficile per la governance di Viale Mazzini, travolta dalle dimissioni in blocco della Commissione di Vigilanza, l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, sceglie la linea del contrattacco. Dal palco di Ancona, dove l’azienda ha presentato la nuova offerta televisiva per la stagione 2026-2027, il capo dell’azienda respinge al mittente le accuse di declino editoriale e l’etichetta di emittente asservita a Palazzo Chigi.
«”Telemeloni”? È un marchio che ci portiamo appresso da un po’ di tempo che funziona perché, evidentemente, è una straordinaria operazione di marketing riprodotta all’infinito» ha ironizzato Rossi a margine della conferenza. «Lo sforzo di questi anni è stato creare una Rai plurale, capace di raccontare la molteplicità delle narrazioni e dell’identità del Paese, aprendo filoni di pensiero che in passato non avevano cittadinanza». A riprova di ciò, l’AD ha lanciato una stoccata: «Vi ricordo che “Telemeloni” è quella che ha fatto rientrare Roberto Benigni in Rai dopo 12 anni di assenza».
La difesa di Simona Agnes: «Un errore non votarla»
Pur premettendo di non poter commentare le scelte del Parlamento in merito allo strappo della Vigilanza, Rossi ha voluto esprimere un parere molto netto, a titolo personale, sul cuore della contesa politica: il veto dell’opposizione sulla presidenza di Simona Agnes.
Giampaolo Rossi: «Abito questa azienda da 25 anni e mi permetto di dire che credo sia stato un errore non nominarla. Simona Agnes sarebbe stata una straordinaria presidente di garanzia per la Rai, di gran lunga superiore a presunti direttori o presidenti di garanzia del passato. La scelta sarebbe stata coerente con il lavoro che stiamo facendo nel CdA, dove vivono sensibilità diverse ma che ha sempre votato compatto sulle scelte strategiche nell’interesse dell’azienda».
I conti sorridono a Viale Mazzini: bilancio in utile
Contro la tesi della minoranza parlamentare sul “declino” del servizio pubblico, l’amministratore delegato ha opposto la solidità dei dati industriali e finanziari dell’azienda, rivendicando una gestione storica:
I NUMERI DEL RILANCIO INDUSTRIALE RAI ├── IL BILANCIO ──► Chiuso in attivo dopo 8 anni (uno dei risultati migliori da vent’anni). ├── IL PERIMETRO ──► Consolidamento finanziario e piano immobiliare senza eguali. ├── LE INCHIESTE ──► Ore di inchieste giornalistiche aumentate: da 400 (2023) a quasi 700 (2025). └── IL PERSONALE ──► Stabilizzazione e assunzione di 127 giornalisti precari.
«Parlare di declino di fronte a un’offerta così straordinaria per contenuti, quantità, qualità e pluralismo è un’affermazione nella quale non mi ritrovo. Mi sembra leggermente azzardato» ha aggiunto Rossi, liquidando lo scontro politico come un “dibattito minimalista”. L’AD ha invitato a spostare l’attenzione sui veri nodi strutturali: «Siamo in una fase di stravolgimento del modello televisivo in tutto l’Occidente per l’avvento delle piattaforme globali. Parliamo di questo, del futuro del servizio pubblico. Il resto è solo rumore».
Le novità del palinsesto 2026-2027: nascono “Italiana” e “Vibe”
La scelta di presentare i palinsesti ad Ancona risponde, secondo i vertici, alla volontà di portare la Rai fuori dai suoi spazi tradizionali. Sotto il claim “Rai c’è”, l’azienda ha presentato le sue tre reti generaliste e l’esordio di due nuovi canali tematici:
- Rai 1: Mantiene la linea dell’intrattenimento forte, della divulgazione culturale e dell’approfondimento.
- Rai 2: Resta lo spazio della sperimentazione, dei linguaggi contemporanei e della commistione di generi per intercettare il presente.
- Rai 3: Confermata come la rete dell’analisi e della coscienza critica. Accanto ai programmi storici si consolidano novità come Splendida Cornice e Lo stato delle cose.
- Canale “Italiana”: Una nuova rete interamente dedicata a una narrazione identitaria ma moderna del Paese.
- Canale “Vibe”: Canale mirato a intercettare la fascia di pubblico preadolescenziale (10-14 anni), un target che la televisione generalista rischiava di perdere definitivamente.