Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza il vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, con un focus prioritario sulla pace e il rispetto dei diritti umani a livello globale. L’incontro ha visto un “cordiale scambio di vedute” sui temi dell’attualità internazionale, con un particolare auspicio per “il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale” nelle aree di conflitto, come riferito dalla Sala Stampa della Santa Sede.
Durante il colloquio, il Pontefice e il vicepresidente Vance hanno discusso delle buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti, nonché della collaborazione tra Chiesa e Stato, e di questioni di speciale rilevanza per la vita ecclesiale e la libertà religiosa.
Al termine dell’udienza, il vicepresidente Vance ha omaggiato il Papa con due doni significativi. Il primo, una maglia dei Chicago Bears, la squadra di football della sua città natale, personalizzata con la scritta “Pope Leo XIV”, un gesto che ha evidenziato il lato personale e informale dell’incontro. Il secondo dono è stato un’edizione de “La città di Dio” di Sant’Agostino, un testo fondamentale della dottrina cristiana, scelto in quanto il vicepresidente Vance, convertitosi al cattolicesimo nel 2019, nutre una profonda devozione verso il fondatore dell’ordine a cui appartiene il Pontefice.
La Santa Sede ha inoltre comunicato che il vicepresidente Vance ha incontrato Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, per approfondire ulteriormente i temi discussi con il Papa e per rinnovare il compiacimento per le buone relazioni bilaterali.
In un successivo incontro con i rappresentanti di altre Chiese e religioni, Papa Leone XIV ha lanciato un forte appello al dialogo e alla costruzione di ponti. “Oggi è tempo di dialogare e di costruire ponti”, ha affermato il Pontefice, sottolineando l’importanza di un impegno congiunto per la pace e il disarmo. “Se saremo concordi e liberi da condizionamenti ideologici e politici, potremo essere efficaci nel dire no alla guerra e sì alla pace, no alla corsa agli armamenti e sì al disarmo, no a un’economia che impoverisce i popoli e la Terra e sì allo sviluppo”.