“La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi.” Questo è stato il monito lanciato oggi da Papa Leone XIV durante l’incontro con il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
Il Pontefice, riprendendo un concetto già espresso da Papa Francesco, ha sottolineato l’importanza di considerare la pace non solo come assenza di guerra, ma come un impegno attivo che inizia nel profondo di ogni individuo. “Troppe volte la consideriamo una parola ‘negativa’, ossia come mera assenza di guerra e di conflitto,” ha osservato il Santo Padre, evidenziando come la tendenza umana alla contrapposizione porti spesso a vivere in un costante “stato di conflitto” in diversi ambiti della vita.
Papa Leone XIV ha poi aggiunto che, in questa prospettiva, la pace rischia di apparire come una semplice tregua, un momento di quiete precario. “Nella prospettiva cristiana – come anche in quella di altre esperienze religiose – la pace è anzitutto un dono: il primo dono di Cristo: «Vi do la mia pace»,” ha affermato, precisando che si tratta di un “dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su sé stessi.”
Il Pontefice ha concluso il suo intervento sottolineando come la costruzione della pace passi anche attraverso un uso consapevole e responsabile del linguaggio, capace di edificare anziché distruggere.