“BASTA A OCCUPAZIONI DI TERRE CHE LACERANO I POPOLI” DICE IL PAPA. “NOI CONTRASTIAMO L’OMICIDIO DELL’INDIFFERENZA”
Circa 70mila i fedeli hanno partecipato a Bari all’evento con il Papa e i patriarchi delle Chiese cristiane del Medio Oriente. ‘Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!’. Poi l’appello del Papa affinche’ si possa costruire la pace nella regione: ‘Non ci sono alternative’, ha affermato il pontefice sottolineando che ‘non le tregue garantite da muri e prove di forza porteranno la pace, ma la volonta’ reale di ascolto e dialogo’.
“L’indifferenza uccide, e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi puo’ solo inghiottire lacrime, perche’ il Medio Oriente oggi piange, soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”. Sono durissime le parole di PAPA Francesco a Bari in occasione dell’Incontro Ecumenico insieme ai Capi Cristiani del Medio Oriente. L’incontro, voluto dal Pontefice, vuole promuovere la pace e il dialogo nel Medio Oriente e salvaguardare i fedeli cristiani che in questi anni sono stati perseguitati, martoriati e cacciati dalle proprie terre. “C’e’ il rischio – ha detto il PAPA – che la presenza di nostri fratelli e sorelle nella fede sia cancellata, deturpando il volto stesso della regione, perche’ un Medio Oriente senza cristiani non sarebbe Medio Oriente. Per questo oggi insieme desideriamo accendere una fiamma di speranza. I cristiani, infatti, sono luce del mondo non solo quando tutto intorno e’ radioso, ma anche quando, nei momenti bui della storia, non si rassegnano all’oscurita’ che tutto avvolge e alimentano lo stoppino della speranza con l’olio della preghiera e dell’amore”. Davanti alle 70mila persone entusiaste accorse a Bari, e dopo due ore di dialogo il PAPA richiama tutti ad una vera conversione: “Il nostro essere Chiesa e’ tentato dalle logiche di potenza e di guadagno, logiche sbrigative e di convenienza. Sentiamo di doverci convertire ancora una volta al Vangelo, garanzia di autentica liberta’, e di farlo con urgenza ora, nella notte del Medio Oriente in agonia”.
Il dialogo e’ stato proficuo: “Incoraggiati gli uni dagli altri, abbiamo dialogato fraternamente. E’ stato un segno che l’incontro e l’unita’ vanno cercati sempre, senza paura delle diversita’. Cosi’ pure la pace: va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perche’ oggi, malgrado tutto, non c’e’ alternativa possibile alla pace. Solo cosi’, avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignita’ e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace”. Ecco allora l’affondo del PAPA a nome di tutti e contro gli interessi personali a scapito dei piu’ deboli: “Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti. Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli. Basta contrapposizioni ostinate, basta alla sete di guadagno, che non guarda in faccia a nessuno pur di accaparrare giacimenti di gas e combustibili. Tanti conflitti sono stati fomentati anche da forme di fondamentalismo e di fanatismo che, travestite di pretesti religiosi, hanno in realta’ bestemmiato il nome di Dio, che e’ pace”. E basta soprattutto alla violenza sui bambini che sono il volto della speranza: “In Medio Oriente, da anni, un numero spaventoso di piccoli piange morti violente in famiglia e vede insidiata la terra natia, spesso con l’unica prospettiva di dover fuggire. Questa e’ la morte della speranza. E’ asciugando le loro lacrime che il mondo ritrovera’ la dignita’. I nostri cuori si mantengano uniti e rivolti al Cielo e il Medio Oriente non sia piu’ un arco di guerra teso tra i continenti, ma un’arca di pace accogliente per i popoli e le fedi”.