La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha superato indenne la doppia mozione di sfiducia votata oggi dal Parlamento europeo, confermando la solidità della cosiddetta “Maggioranza Ursula”. Le due richieste di censura, presentate rispettivamente dal gruppo dei Patrioti per l’Europa (che include Lega e Rassemblement National) e dal gruppo della Sinistra Ue, sono state bocciate con ampi margini.
La mozione presentata dai Patrioti per l’Europa è stata respinta con 378 voti contrari, 178 favorevoli e 37 astenuti. La Maggioranza Ursula, l’alleanza informale che sostiene la Commissione e che comprende Popolari, Socialisti, Liberali e in parte i Verdi, ha incassato un risultato che rafforza la sua posizione. I 378 voti contrari superano i 360 ottenuti nello scrutinio di una mozione di censura precedente, votata lo scorso 10 luglio.
È stata bocciata anche la mozione di censura avanzata dal gruppo della Sinistra Ue, che chiedeva di censurare la Commissione per la gestione di dossier critici come l’incapacità di agire sul conflitto a Gaza, la diplomazia internazionale e l’accordo commerciale UE-Mercosur.
In questo caso i voti contrari sono stati 383, con 133 favorevoli e 78 astenuti.
La co-presidente del gruppo La Sinistra, Manon Aubry, ha espresso rammarico per il mancato sostegno di Socialisti e Verdi, ma ha dichiarato: “Questa mozione di censura invia un messaggio forte alla Commissione von der Leyen: non permetteremo che la democrazia venga calpestata, che la nostra sovranità venga ceduta o che il diritto internazionale venga violato.”
Immediato il commento di Ursula von der Leyen su X, che ha ringraziato il Parlamento per il risultato: “Apprezzo profondamente il forte sostegno ricevuto oggi. La Commissione continuerà a lavorare a stretto contatto con il Parlamento europeo per affrontare le sfide dell’Europa. E insieme otterremo risultati per tutti i cittadini europei. Uniti per i nostri cittadini, i nostri valori e il nostro futuro.”
Con la bocciatura delle due mozioni, la Presidente incassa una vittoria politica fondamentale che le consente di proseguire il suo mandato, nonostante le crescenti critiche provenienti dagli estremi dello spettro politico europeo.