QUARANTA ARRESTI PER LE BOMBE DI PASQUA. SALE IL BILANCIO DELLE VITTIME
Il bilancio delle vittime degli attacchi di Pasqua in Sri Lanka sale a 359 morti. A renderlo noto e’ la polizia, aggiungendo che altri 18 sospetti sono stati arrestati nella notte, facendo salire cosi’ a 58 le persone detenute perche’ collegate con gli attentati.
Sette esplosioni con bombe contro quattro alberghi e tre luoghi di culto, 35 stranieri tra le vittime, tra cui inglesi, olandesi e americani. I feriti sono 500. Colpite la capitale Colombo e le citta’ di Negombo a nord e Batticaloa nell’est. Arrestati 58 sospetti. Fra di loro ci sono l’autista di un furgone che sarebbe stato usato dai kamikaze e il proprietario di una casa dove alcuni di essi vivevano.
Kamikaze si fa saltare in aria in casa durante raid della polizia, morti tre agenti. Il governo impone il coprifuoco notturno. Sospetti sul gruppo radicale islamico National Thowheeth Jamaath, 007 stranieri avevano lanciato un allarme. Secondo un funzionario del governo erano sette i kamikaze. Il Papa: affettuosa vicinanza alle vittime di una cosi’ crudele violenza. Mattarella: azione vile.
Pasqua di sangue in Sri Lanka. 359 persone sono state uccise e oltre 500 ferite in un’ondata di attacchi contro chiese e alberghi. Otto le esplosioni: tra gli obiettivi le chiese dei distretti di Negombo, Batticaloa e Kochchikade a Colombo, colpite mentre erano gremite di fedeli, e gli hotel Shangri-La, Kingsbury e Cinnamon, anch’essi nella capitale. Decine di stranieri sono tra le vittime, 35 secondo la polizia. Il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha confermato che sono state arrestate 58 persone. Tra loro ci sarebbero vari kamikaze e gli investigatori indagano su eventuali loro legami “oltremare”. Secondo un funzionario del governo che si occupa delle indagini erano sette i kamikaze. Le autorità hanno imposto un coprifuoco, inizialmente annunciato per la notte, poi applicato in via immediata dalla polizia. L’attacco è il più violento nel Paese dalla fine della guerra civile nel 2009, in cui in quasi trent’anni di spinta indipendentista delle Tigri Tamil morirono più di 70mila persone. La prima notizia delle esplosioni è stata diffuso intorno alle 8.45 locali (le 5.15 italiane), a proposito di diversi luoghi vicini a chiese e hotel. Decine di persone sono morte nella chiesa di San Sebastiano a Negombo, pesantemente danneggiata dalle detonazioni. Pesante bilancio anche nella chiesa di Sant’Antonio, santuario molto popolare tra i fedeli cristiani. Sono stati presi di mira anche ristoranti, proprio all’ora della colazione. Tre poliziotti sarebbero morti sul luogo dell’ultima esplosione, l’ottava. Secondo i media, la maggior parte delle persone uccise è composta da cittadini dello Sri Lanka, decine dei quali partecipavano alle cerimonie religiose pasquali. Tra gli stranieri uccisi ci sarebbero almeno cinque britannici, nonché “vari” statunitensi, secondo il dipartimento di Stato di Washington. Inoltre, la morte di tre danesi e due turchi è stata confermata dai rispettivi governi e Amsterdam ha dato notizia del decesso di un olandese. Ancora, il bilancio comprenderebbe tre indiani, un portoghese, due cinesi.Il presidente Maithripala Sirisena ha diffuso una dichiarazione chiedendo ai cittadini di restare calmi e sostenere le operazioni di soccorso e le indagini. Il premier ha condannato “l’attacco codardo”, chiedendo “unità e forza” ai cittadini, mentre l’arcivescovo di Colombo, Malcolm Ranjith, ha descritto gli attentatori come “animali” e chiesto che siano “puniti senza pietà”.
Papa Francesco ha condannato la “crudele violenza” contro i cristiani. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la premier britannica Theresa May e la cancelliera tedesca Angela Merkel sono tra i leader mondiali che hanno espresso cordoglio e promesso di contrastare il terrorismo e sostenere lo Sri Lanka. Dall’Italia, il presidente Sergio Mattarella ha inviato un messaggio in cui ha promesso “inflessibile impegno nella lotta contro ogni forma di terrorismo e di violenza”.
Un funzionario del governo che si occupa delle indagini forensi degli attacchi, Ariyananda Welianga, ha aggiunto che gran parte degli otto attentati sono stati realizzati da una persona ciascuno, mentre in almeno un attacco – quello all’hotel Shangri-La di Colombo – gli attentatori erano due.
Il governo dello Sri Lankasospetta che National Thowheeth Jama’ath il gruppo islamista locale cui ha imputato i gravissimi attentati contro chiese e alberghi della domenica di Pasqua, abbia agito come esecutore di organizzazioni terroristiche internazionali. “Le agenzie di intelligence hanno riferito che dietro gli atti di terroristi locali ci fossero organizzazioni internazionali”, ha affermato il presidente singalese, Maithripala Sirisena, citato da una nota del suo ufficio stampa al termine di una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale. La nota aggiunge che Colombo e’ aperta all’assistenza internazionale per perseguire mandanti e responsabili degli attacchi.
“Quattordici giorni prima che accadesse tutto cio’, eravamo stati informati”, ha raccontato un portavoce del governo, Rajitha Senaratne, che e’ anche ministro della Salute, incontrando la stampa nella capitale, Colombo, il giorno dopo gli attentati. Alle autorita’ erano stati dati anche i nomi di alcuni dei sospettati: “Il 9 aprile, il capo dell’intelligence nazionale scrisse una lettera e in questa lettera c’erano molti dei nomi dei membri dell’organizzazione terroristica”. Nel memo c’era il nome del gruppo terroristico, National Thowheeth Jama’ath. “Ma queste informazioni non furono condivise con il primo ministro Wickremesinghe”, ha denunciato. Senaratne ha aggiunto che il premier e il suo gabinetto non furono informati perche’ non erano neppure invitati alle riunioni del consiglio di sicurezza nazionale, guidate dal presidente, Sirisena. Senaratne ha raccontato che le agenzie di intelligence straniere avvertirono degli attacchi piu’ volte all’inizio di aprile e che il capo dell’intelligence scrisse al capo della polizia, il 9 aprile, per condividere l’allerta e anche il nome del gruppo implicato. Due giorni dopo, l’11 aprile, la polizia scrisse ai responsabili dei dipartimenti ma non e’ chiaro quale azione, se ce ne fu qualcuna, venne presa come contromisura. Intanto il premier e i suoi uomini venivano tenuti completamente all’oscuro e sono stati informati della soffiata solo dopo l’attentato.
Alma, Astrid, Agnes e Alfred sono i quattro figli del miliardario danese, patron del colosso dell’abbigliamento ‘low cost’ Asos: erano in Sri Lanka, in vacanza, in uno degli alberghi teatro degli attentati, e tre di loro non ci sono piu’. La tragica notizia e’ stata confermato da un portavoce che ha chiesto “sia rispettata la privacy della famiglia”. Anders Holch Povlsen, 46 anni, e’ l’uomo piu’ ricco di Danimarca con un patrimonio netto stimato in 7 miliardi di euro da Forbes. E’ anche il piu’ grande proprietario terriero della Scozia dove, nelle Highlands, ha acquistato una serie di proprieta’ storiche per preservarle e lasciarle alle generazioni future. Ha avuto 4 figli con la moglie, Anne Storm. Il miliardario era in vacanza con la famiglia per Pasqua: sono sopravvissuti solo lui, la compagna e uno dei ragazzini. Qualche giorno prima degli attentati Alma aveva scattato una foto dei tre fratelli -Astrid, Agnes e Alfred- a bordo piscina. Non e’ chiaro chi, dei quattro fratelli, sia morto.