La Camera dei deputati ha superato lo scoglio più difficile: il cosiddetto “Melonellum” (noto anche nei corridoi parlamentari come Bigmami bis), il disegno di legge di riforma elettorale fortemente voluto da Fratelli d’Italia, ha ottenuto il via libera formale di Montecitorio.
Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Se a Palazzo Madama il testo dovesse subire modifiche – come il ventilato inserimento delle preferenze tramite voto palese – la riforma dovrà tornare alla Camera per una terza lettura.
Al netto delle accese battaglie politiche che ne hanno segnato il percorso, ecco la guida tecnica dettagliata su come si voterà in Italia se la riforma diventerà legge dello Stato.
1. L’indicazione del Premier e le Liste Bloccate
Il cuore politico della riforma punta a legare direttamente il voto dei cittadini alla scelta del capo del governo, pur mantenendo formalmente intatte le prerogative del Presidente della Repubblica.
- Il Premier sulla scheda: All’atto del deposito del programma elettorale, i partiti o le coalizioni avranno l’obbligo tassativo di indicare nome e cognome della persona che intendono proporre al Quirinale per l’incarico di Presidente del Consiglio. La mancata indicazione comporta l’automatica inammissibilità delle liste.
- Addio Preferenze (per ora): Nonostante i tentativi di blitz dei franchi tiratori e dei vannacciani, le liste restano bloccate. Significa che i cittadini voteranno il simbolo del partito e i candidati entreranno in Parlamento secondo l’ordine di listino stabilito dalle segreterie.
- I collegi plurinominali: Ciascuna lista potrà presentare un massimo di 6 candidati per simbolo all’interno dei singoli collegi plurinominali.
2. Il Premio di Maggioranza e le Soglie di Sbarramento
Il testo introduce un premio di governabilità basato sul rendimento proporzionale, ma fissa dei paletti rigidi (i “tetti”) per evitare che una minoranza diventi una super-maggioranza schiacciante.
IL PREMIO DI MAGGIORANZA NEL MELONELLUM
├── LA SOGLIA: Scatta solo se una lista o coalizione raggiunge almeno il 42% dei voti in ciascuna Camera.
├── IL PREMIO FISSO: Assegnazione automatica di +70 seggi alla Camera e +35 seggi al Senato.
└── IL TETTO MASSIMO: La maggioranza non può comunque superare i 220 seggi alla Camera e i 113 al Senato.
Se nessuna forza politica dovesse raggiungere la soglia del 42%, tutti i seggi verranno distribuiti secondo le pure regole del sistema proporzionale.
Le Soglie di Sbarramento
Per accedere alla ripartizione dei seggi rimangono in vigore le attuali barriere nazionali:
- 10% per le coalizioni di liste.
- 3% per le liste singole (anche se coalizzate).
3. Raccolta firme, Pluricandidature e Voto Fuori Sede
La legge introduce anche importanti novità organizzative che ridisegnano la burocrazia elettorale e i diritti dei cittadini lontani da casa.
| Argomento | Come funziona con la nuova legge |
| Esonero Firme | Esentati solo i partiti che avevano un gruppo parlamentare autonomo in almeno una Camera al 31 dicembre 2025. Dovranno quindi raccogliere le firme formazioni come Futuro Nazionale (Vannacci), +Europa e il Partito Liberaldemocratico. |
| Pluricandidature | C’è l’obbligo di presentare liste in almeno un terzo delle circoscrizioni alla Camera. Per concorrere al premio, i candidati nei listini circoscrizionali devono presentarsi anche in almeno uno dei collegi plurinominali della stessa circoscrizione. |
| Voto Esteri | Drastica sforbiciata ai collegi oltreconfine. Le circoscrizioni estere si riducono a due alla Camera (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e una sola al Senato (Estero). |
| Voto Fuori Sede | Approvato all’unanimità. Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ogni Comune l’elenco dei domiciliati temporanei (per studio, cura o lavoro). Chi è lontano da casa da almeno 9 mesi (3 per cure sanitarie) potrà votare direttamente nel Comune di domicilio senza dover viaggiare. |
Cosa succede adesso: I fari della politica si spostano al Senato. Fratelli d’Italia medita la rivincita sulle preferenze sfruttando il voto palese, mentre Lega e Forza Italia faranno muro per difendere il testo appena uscito dalla Camera senza ulteriori scossoni.