Svolta diplomatica e militare sull’asse Washington-Kiev. Nel corso del suo soggiorno negli Stati Uniti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver ottenuto il via libera dal presidente americano Donald Trump per la produzione autonoma in Ucraina dei sistemi di difesa aerea Patriot. Nel frattempo, sul fronte mediorientale, Teheran lancia una proposta d’intesa d’urgenza agli Stati Uniti.
Zelensky: “Avremo le licenze per produrre i Patriot in patria”
La decisione segna un netto cambio di passo nell’assistenza militare statunitense verso Kiev. Annunciata nell’ultimo incontro bilaterale, la misura fornirà all’Ucraina le necessarie autorizzazioni industriali e tecnologiche:
“Una decisione definitiva. Avremo le licenze,” ha garantito Zelensky attraverso un messaggio vocale inviato ai cronisti, confermando la svolta sui sistemi d’intercettazione aerea.
Sul piano negoziale si lavora intanto all’organizzazione di un vertice trilaterale con Mosca negli Emirati Arabi Uniti, la cui preparazione è stata confermata anche dal Cremlino, pur in presenza di attacchi e raid che proseguono senza sosta sul campo.
La proposta dell’Iran: tregua in 7 giorni, riapertura di Hormuz e dossier nucleare
Sullo scacchiere del Medio Oriente si registra l’apertura del governo iraniano nei confronti della Casa Bianca. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha avanzato una proposta d’intesa immediata a condizioni definite:
- I termini dell’offerta: “Subito la fine di tutte le ostilità in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz e un accordo sul nucleare prima delle elezioni di midterm,” ha dichiarato Araghchi.
- I tempi: L’Iran propone di raggiungere l’intesa sulla tregua ed avviare il dialogo formale nell’arco di soli sette giorni.
Si chiude la visita di Xi Jinping negli USA: nessun punto di svolta
Si è conclusa intanto la visita di Stato di tre giorni negli Stati Uniti del presidente cinese Xi Jinping. Nonostante il clima formale di dialogo, gli intensi colloqui con la presidenza americana e gli incontri con i vertici della finanza e delle Big Tech alla Casa Bianca non hanno prodotto svolte decisive o accordi vincolanti sui principali dossier aperti tra le due superpotenze, dal commercio alla tecnologia fino alla sicurezza internazionale.