Nonostante un clima di forte tensione interna, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo Piano Casa, un provvedimento bandiera fortemente voluto dalla maggioranza per rispondere all’emergenza abitativa. La premier Giorgia Meloni ha presentato il progetto come una risposta concreta ai problemi dei cittadini, sebbene il varo sia stato preceduto da un acceso diverbio tra il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e quello della Cultura Alessandro Giuli.
I numeri del Piano Casa: “100mila alloggi in 10 anni”
Sotto un nuovo logo istituzionale, la premier ha illustrato i tre pilastri della strategia decennale del governo:
- Obiettivo: Mettere a disposizione 100.000 nuovi alloggi tra edilizia popolare e canone calmierato entro il 2036.
- Risorse: Un investimento pubblico fino a 10 miliardi di euro, a cui si punta di affiancare capitali privati.
- Semplificazioni: Previsto il dimezzamento degli oneri notarili per le operazioni di edilizia agevolata e procedure più rapide per gli sgomberi delle case occupate abusivamente.
Scontro in CDM: Costituzione contro Cantieri
L’approvazione è stata quasi compromessa da un duro scontro verbale tra Salvini e Giuli. Al centro della lite, una norma che avrebbe permesso interventi edilizi senza il parere vincolante delle Soprintendenze.
“Finché sarò ministro non consentirò che si violi l’articolo 9 della Costituzione”, avrebbe tuonato Giuli, contestando la possibilità di intervenire su edifici storici (come le case popolari Liberty) senza tutele architettoniche.
Salvini ha replicato con pragmatismo: “Dobbiamo intervenire a Quarto Oggiaro”, sottolineando la necessità di sbloccare i cantieri nelle periferie degradate. La mediazione della Meloni, visibilmente irritata per l’imprevisto ostacolo, ha permesso di trovare un compromesso tecnico all’ultimo minuto.
La strategia del “Governo in sella”
Il Piano Casa si inserisce in una settimana di intensa attività comunicativa per Palazzo Chigi, volta a dimostrare che l’esecutivo non ha perso slancio dopo i recenti test elettorali. Tra le misure correlate citate dalla premier:
- Decreto Lavoro: Approvato in vista del Primo Maggio.
- Caro Carburanti: Nuova proroga del taglio delle accise per ulteriori tre settimane.
- Legalità: Giro di vite contro le occupazioni abusive.
Il caso Minetti e lo sfogo finale
L’idillio della conferenza stampa si è rotto nell’ultima fase, quando i giornalisti hanno incalzato la premier sul caso Minetti. Meloni ha reagito con stizza, interrompendo quasi la sessione:
“Posso chiedervi ogni tanto di parlare di quello di cui io sono responsabile?”, ha sbottato la premier, lamentando che il lavoro del governo venga oscurato da polemiche giudiziarie o gossip politici. “Voi domani farete il titolo su questo e il mio lavoro sarà diventato inutile. Non è giusto nei confronti degli italiani”.