Nei primi 18 mesi di attivita’, il Piano Juncker in Italia ha consentito la conclusione di 55 operazioni (prestiti, garanzie, equity) a livello di gruppo Bei, per un valore di 3,8 mld e l’attivazione di investimenti per 21 mld. Circa un settimo degli investimenti attivati in totale in Europa (138,3 mld). E’ il bilancio illustrato dal vicepresidente della Bei, Scannapieco.
Oltre un sesto degli investimenti attivati in un anno e mezzo dal Piano JUNCKER sono arrivati in Italia: la cifra ammonta a 21 miliardi. Ad affermarlo è il vicepresidente della Bei e presidente del Fei (Fondo europeo degli investimenti) Dario Scannapieco. In occasione di un’iniziativa sulle Pmi presentata al Mise, Scannapieco ha spiegato che in Italia il Piano di investimenti di Bruxelles, da aprile 2015 ad oggi ha permesso di realizzare 55 operazioni (prestiti, garanzie, equity) che sono state concluse a livello di Gruppo Bei (Bei e Fei) per un valore di 3,8 miliardi e, appunto, 21 miliardi di investimenti attivati. “Dopo un anno e mezzo – ha spiegato Scannapieco – il Piano Junker ha permesso di realizzare investimenti in 27 Stati Membri per quasi 140 miliardi su 315 previsti di investimenti già attivati”.
Nel ricordare che l’avvio dei finanziamenti del Piano è dell’aprile del 2015, quindi 18 mesi fa (in Italia la prima operazione in assoluto ha riguardato le Acciaierie Arvedi), Scannapieco ha affermato che in tutta Europa i finanziamenti della Bei che si basano sulla garanzia Efsi approvati finora sono stati pari a 24,8 miliardi di euro: prestiti che hanno permesso di attivare investimenti totali per 138,3 miliardi che rappresentano circa il 44% dei 315 miliardi di investimenti di cui è prevista l’attivazione nel triennio in corso.