Archiviato il primo turno delle amministrative, si accende a sinistra il dibattito sulle alleanze. ”L’ipotesi di dialogo con D’Alema e’ negata dalla realta”’, dice Matteo Renzi. ”Serve un centrosinistra largo, nessuno escluso” ribatte Giuliano Pisapia. Si puo’ stare tutti ”insieme”, insiste l’ex sindaco di Milano, con riferimento al nome del nuovo soggetto della sinistra che terra’ a battesimo il prossimo primo luglio. Magari con Romano Prodi a fare da federatore. Renzi guarda invece ora ai ballottaggi delle comunali, ad alto tasso di incertezza: dopo il ”pareggio” del primo turno saranno, afferma, una sfida ai ”rigori” con il centrodestra.
“Non si puo’ passare da un’ora all’altra da Berlusconi a PISAPIA“. Lo ha detto Giuliano PISAPIA, durante ‘di Martedì’ su La7, a proposito dell’apertura verso Campo progressista avviata dal segretario del Pd Matteo Renzi. “Se Prodi fosse disponibile a candidarsi a Palazzo Chigi ci metterei la firma, però mi sembra che lui non sia disponibile”, aggiunge.
“Non si puo’ passare da un’ora all’altra da Berlusconi a Pisapia. Io faccio parte integrante di un progetto molto ampio che si sta impegnando per un programma alternativo sui contenuti in discontinuita’ di merito e anche nelle modalita’ di rapportarsi con la politica. Noi stiamo facendo un progetto che purtroppo e’ alternativo al Pd perche’ la maggioranza del Pd non ci ha dato risposta di voler costruire insieme il centrosinistra”, afferma Giuliano Pisapia. Poi aggiunge: “Ho parlato con D’Alema, lui ha una visione diversa da me, io credo in un nuovo centrosinistra molto piu’ aperto che sappia esser in discontinuita’ e non essere solo un’alleanza elettorale”.
IL PUNTO – Il 24 giugno a sciogliersi sara’ il movimento di Tabacci, poi sara’ la volta di quello di Dellai e il piano prevede che infine tocchi al Movimento dei democratici e progressisti. Per poi confluire nella ‘creatura’ che sta prendendo forma attorno alla figura di Giuliano Pisapia. Si chiamera’ semplicemente ‘Insieme’. Nessun riferimento neanche al centrosinistra: “nessuno escluso”, recita la locandina di presentazione dell’iniziativa che si terra’ il 1 luglio a piazza Santi Apostoli a Roma. Nel ‘listone’ comparira’ solo quella semplice parola, avra’ come rampa di lancio ‘Campo progressista’ ma la casa sara’ aperta a tutti quelli che vogliono farne parte. Con un unico ‘paletto’: la condivisione del programma. A parlare il 1 luglio a Roma saranno, si apprende, lo stesso Pisapia, la presidente della Camera, Laura Boldrini e Pierluigi Bersani. Sul palco non dovrebbe intervenire Massimo D’Alema che in ogni caso ha sposato il progetto anche se vorrebbe che avesse una connotazione di sinistra. Arrivera’ con un messaggio anche la ‘benedizione’ di Romano Prodi. “Ci vuole una personalita’ sopra le parti. Prodi se fosse disponibile a candidarsi a Palazzo Chigi ci metterei la firma, pero’ mi sembra che lui non sia disponibile”, ha detto oggi l’ex sindaco di Milano facendo irritare i renziani che fiutano la manovra in atto per disconoscere la leadership del segretario del Nazareno. Alla kermesse di piazza Santi Apostoli dovrebbero arrivare anche altri messaggi, come quello di Letta, ma l’appuntamento e’ aperto soprattutto al mondo dell’associazionismo, del civismo, della cultura e dello spettacolo. Gli inviti sono partiti oggi e prevedono anche ‘testimonial’ che esulano dal perimetro della politica.
Quella parola ‘Insieme’, spiegano fonti parlamentari, racchiude il significato del progetto. Un piano non divisivo ma con dei punti fermi, a partire dall’Europa, dalla discontinuita’ rispetto al governo Renzi su alcuni temi come quello del lavoro, dalla necessita’ di regole chiare. Le prossime pagine sono ancora da scrivere ma si sta pensando di formare un’associazione all’interno della quale far confluire singoli e soggetti gia’ costituiti. All’indomani del 1 luglio si dovrebbe formare un unico gruppo parlamentare ma c’e’ all’interno di Mdp chi frena ancora e opterebbe per una federazione. Molti ex fuoriusciti dal Pd il 18 giugno prenderanno parte all’appuntamento dei ‘civici’, ovvero degli ex dei Comitati per il No, lanciato dall’avvocata Anna Falcone e dal professore Tomaso Montanari. “Ma – spiega un ex dem di Mdp – sarebbe sbagliato fare una ‘foto della sinistra radicale'”. A quell’appuntamento non ci saranno i fedelissimi di Pisapia che reputano necessario non delimitare il perimetro, puntare su un centrosinistra di governo e non su una somma di sigle. La partita sul nuovo centrosinistra si giochera’ chiaramente sulla legge elettorale: Pisapia punta sempre su una logica di coalizione ma ha ribadito la necessita’ che Renzi non si sottragga alle primarie. Nessuna porta chiusa per il segretario del Nazareno ma – spiega un esponente di Mdp – “non puo’ certo fare il vecchio giochino di dividere Pisapia da D’Alema, non funziona”. “Non si puo’ passare da un’ora all’altra da Berlusconi a Pisapia“, mette in chiaro l’ex sindaco di Milano. Lo spartiacque e’ il programma, viene ribadito. “Sarebbe responsabilita’ di Renzi dividere la sinistra e consegnare il governo in mano alla destra”, e’ il ragionamento. Domani Pisapia dovrebbe incontrare Bersani, i capigruppo di Mdp (forse anche D’Alema) per fare il punto della situazione. Per cercare di trovare una quadra definitiva sul tema delle alleanze, soprattutto con Sinistra italiana. Molti esponenti di Articolo 1 vorrebbero evitare che si creasse una ‘lista a sinistra’ “magari – osserva un parlamentare – con Fratoianni, quelli di Rifondazione comunista e di Ferrando”. Percio’ premono affinche’ ci sia l’inclusione di tutti per portare avanti un progetto che – qualora Renzi decidesse di non scendere a patti – sarebbe completamente alternativo al Pd. Pisapia frena sulla costruzione di una piattaforma ‘contro’ qualcuno, preferirebbe ‘unire’, costruire un campo largo. E gli stessi orlandiani guardano con interesse al lavoro portato avanti dall’ex sindaco di Milano. “Al congresso siamo stati numericamente battuti ma politicamente sta emergendo che la nostra posizione e’ vincente. Le amministrative – e’ il ‘refrain’ del ministro della Giustizia – hanno dimostrato che si vince solo se il centrosinistra e’ unito”.