Botta e risposta polemico tra il presidente Anm Davigo e il ministro della Giustizia Orlando nel giorno dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Il primo torna sull’eta’ pensionabile delle toghe e chiede al Guardasigilli di non provare a violare l’indipendenza della magistratura. Il Ministro replica: ‘nessun attentato all’autonomia della magistratura perche’ si modifica l’eta’ pensionabile’. Orlando annuncia poi che e’ in arrivo l’introduzione del reato di tortura. Dal pg di Milano un allarme organici, giustizia al collasso. A Roma il pg parla di ‘quadro drammatico, sommersi dalla prescrizione’, ma Pignatone assicura: ‘il nostro impegno e’ fare indagini a 360 gradi, senza escludere nessuno e senza pregiudizi di alcun tipo, alla ricerca della verita’ processuale’ e su Regeni ‘rifiutate verita’ di comodo’.
“Signor ministro, è per me un momento di emozione intervenire all’inaugurazione dell’anno giudiziario in una sede dove ho prestato servizio per venticinque anni. Questo palazzo è un po’ la mia casa. Per l’Associazione nazionale magistrati e per me personalmente è stato un momento di grande sofferenza non partecipare all’inaugurazione dell’anno giudizio presso la corte superiore di cassazione dove sono in servizio da dodici anni. Ma quando sono in discussione i principi non è possibile mediare. Il Governo ha mandato a casa 400 magistrati con lo slogan ‘largo ai giovani’. Chiunque prenda atto del fatto che tra bandire un concorso e l’ingresso in servizio del primo magistrato di quel concorso passano quattro anni. Allora avrebbe dovuto essere prevista una adeguata temporizzazione che non c’è stata. Ma qui siamo soltanto nell’ambito della politica degli slogan. Successivamente è stata introdotta una proroga per i magistrati degli uffici direttivi e per poi altri 18 magistrati. Questo non è accettabile, perché dà la possibilità al Governo di decidere chi fa il giudice: l’Associazione nazionale magistrati ha deciso all’unanimità di non poterlo accettare. E non è in discussione l’autorità dei prorogati, sono certamente i migliori. Ma se passa il principio qualche altro Governo potrebbe scegliere i peggiori”. Così Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017, al ministro della Giustizia Andrea Orlando.
“Ho ascoltato con attenzione il discorso del ministro della Giustizia e ho apprezzato che abbia volato alto; mi sarei aspettato ancora un colpo d’ala fino ai principi costituzionali. I nostri antichi ci hanno trasmesso un insegnamento: nel momento della prova ricordatevi di coloro che vi hanno proceduto e pensate a quelli che verranno dopo di voi”, ha aggiunto Davigo.
“Io certamente non voglio essere ricordato come presidente dell’Associazione nazionale magistrati che ha abdicato sulla difesa dell’indipendenza della magistratura, signor ministro. Spero che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violarla”. Cosi’ Piercamillo Davigo, rivolgendosi al ministro della Giustizia Andrea Orlando.
“Non credo che si stia attentando all’autonomia della magistratura perche’ si modifica l’eta’ pensionabile. Se modificare l’eta’ pensionabile vuole dire scegliersi i giudici questo vale tanto quando si abbassa l’eta’ pensionabile che quando si alza. Non mi pare che si possano chiamare in causa questioni di carattere costituzionale una volta; altrimenti vanno chiamate in causa sempre, anche quando la misura e’ piu’ gradita alla categoria”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Milano, rispondendo alla polemica dell’Anm e del suo presidente Piercamillo Davigo, che ieri ha spinto il sindacato delle toghe a non partecipare alla cerimonia in Cassazione con il capo dello Stato Mattarella, e diretta contro il decreto con cui il governo ha prorogato il trattenimento in servizio sino a 72 anni dei soli vertici della Cassazione. Un decreto che il ministro ha difeso: “La corte di Cassazione e’ l’unica nella quale costantemente sono aumentate le pendenze in questi anni – ha aggiunto -. E’ un provvedimento che puo’ essere sottoposto a critica e su cui vogliamo continuare a discutere purche’ la discussione sia sul rilievo della scelta e non chiamando in causa principi che non attengono ad una scelta gia’ fatta nel passato dal legislatore e senza mai che questi argomenti siano stati utilizzati”. Orlando ha poi affermato che non si considera “un nemico della magistratura, credo di averne l’autonomia e indipendenza in questi anni, riconoscendo alla magistratura funzioni importanti”.