Botta e risposta fra ex premier, con ancora una volta Matteo Renzi nel mirino. Dopo la polemica con Enrico Letta, oggi e’ stato Mario Monti, in un’intervista al Corriere della sera ad attaccare il segretario del Pd. “Dibattere con il presidente Matteo Renzi e’, purtroppo, impossibile. Le argomentazioni degli altri – sostiene Monti – non gli interessano. Come un disco rotto, ormai ripete senza fine i suoi slogan e le sue accuse. Il rumore e la rissosita’ crescono esponenzialmente”. Pronta la replica di Renzi via Facebook: “La cultura dell’austerity ha visto aumentare il numero di famiglie in poverta’, un PIL negativo e crescere diseguaglianze”.
Per Mario Monti la proposta di Renzi all’Ue per il deficit al 2,9% e’ “insensata”: in un’intervista al Corriere della Sera, l’ex premier ha lamentato che “dibattere con il presidente Matteo Renzi e’, purtroppo, impossibile”. “Le argomentazioni degli altri non gli interessano. Come un disco rotto, ormai ripete senza fine i suoi slogan e le sue accuse. Il rumore e la rissosita’ crescono esponenzialmente. L’impatto, in Italia e all’estero, tende asintoticamente a zero. Pari a zero e’ anche il suo rispetto per gli interlocutori e per la realta’”. Sulla proposta di deficit al 2,9%, Monti ha detto di confidare che “non venga fatta propria dal governo. Appartiene al genere delle improvvisazioni in cui l’annuncio precede la riflessione, come fu la strategia fiscale del governo Renzi, annunciata ad un’assemblea Pd a Milano senza che neanche il ministro dell’Economia – scommetto, e spero per lui – ne sapesse nulla”. Montiha poi difeso la sua firma sul Fiscal compact che, ha ricordato, “ha un padre, Mario Draghi, e una madre, Angela Merkel”. “Io l’ho firmato, certo. Se in quel momento l’Italia, il Paese piu’ a rischio dell’eurozona, non l’avesse sottoscritto, lo spread sarebbe subito tornato ben oltre i livelli ai quali l’avevo trovato. Ma l’ho firmato in base a due considerazioni: quegli stessi vincoli erano gia’ stati introdotti in forma cogente nelle regole europee, durante il governo precedente al mio, e prima di firmarlo eravamo riusciti a far modificare in senso meno penalizzante la procedura per sanzionare gli eventuali eccessi”.
La politica dell’austerity ha provocato un aumento della povertà. Matteo Renzi, su Facebook, replica alle critiche che gli rivolge Mario Monti in una intervista al Corriere della Sera. “Sia detto con molto rispetto per Mario Monti che oggi ha fatto una intervista per attaccare le tesi di ‘Avanti’: la cultura dell’austerity ha visto aumentare il numero di famiglie in povertà, un Pil negativo e crescere le diseguaglianze. E paradossalmente in quegli anni il rapporto debito Pil è peggiorato perché senza crescita il debito sale, sempre”. Aggiunge Renzi: “Sostenere una ricetta diversa, fatta di crescita e flessibilità è l’unico modo per ridurre il rapporto debito Pil e aumentare il benessere. Cosa che stiamo finalmente facendo. I dati dicono che le scelte su tasse e lavoro hanno rimesso in moto l’Italia: adesso si tratta di farla correre. E mi sembra evidente: servono strategie pro crescita, non austerity”.