L’Italia prova a forzare il cordone sanitario dei “frugali” europei facendo leva sull’eccezionalità della propria condizione geopolitica ed economica. Al termine del G7 Finanze a Parigi, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un chiaro manifesto politico a difesa del tessuto industriale nazionale, definendo l’Italia, insieme alla Germania, come un caso isolato e drammatico nel panorama continentale:
“Il doppio shock a cui siamo stati sottoposti come economia italiana, prima con la crisi energetica ucraina e ora con la crisi energetica in Medio Oriente dovuta al blocco di Hormuz, è un unicum in tutta Europa”.
Un’offensiva diplomatica necessaria per incassare la sponda di Bruxelles sulla rimodulazione dei vincoli di bilancio, mentre a Roma scatta la corsa contro il tempo per rifinanziare i sussidi interni sui carburanti.
La Commissione UE valuta la deroga, ma avverte: “Misure mirate, non aiuti di massa” I colloqui bilaterali avuti a Parigi tra Giorgetti e il vicepresidente esecutivo della Commissione UE, Valdis Dombrovskis, hanno registrato un timido disgelo rispetto alla rigidità burocratica mostrata nelle ore precedenti da Bruxelles. “La Commissione continua a valutare attualmente la richiesta dell’Italia sulla deroga energetica al Patto di stabilità”, ha confermato Dombrovskis, ammettendo che non vi sono pregiudizi di principio a fronte di una situazione visibilmente eccezionale.
Tuttavia, il commissario all’Economia ha voluto tracciare un perimetro tecnico molto rigido, bocciando l’idea di interventi a pioggia che rischierebbero di rivelarsi controproducenti:
- Shock dal lato dell’offerta: “Il problema attuale è che stiamo affrontando uno shock dal lato dell’offerta, non della domanda”, ha spiegato Dombrovskis.
- Il rischio sui prezzi: Se troppi Paesi dell’Unione sostengono artificialmente la domanda di combustibili fossili sovvenzionandoli, il risultato finale sarà “mantenere alti i prezzi dell’energia, spendendo moltissimi soldi pubblici ma ottenendo benefici estremamente limitati”. L’Ue chiede dunque a Roma che le future contromisure siano strettamente “temporanee e mirate”.
L’equazione di Giorgetti: “Trovare i soldi senza la deroga è complesso” In attesa di capire se e come la National Escape Clause (la clausola di salvaguardia fiscale già attiva per le spese militari) verrà estesa ai costi dell’energia, Giorgetti sta esplorando vie alternative per vie interpretative, valutando i cosiddetti “fattori rilevanti” nella disciplina di bilancio. La prudenza è d’obbligo: “La Francia vola oltre il 5% di deficit, la Germania ha un debito bassissimo. L’Italia ha un debito ereditato molto elevato: con il rischio concreto di un rialzo dei tassi di interesse dobbiamo essere estremamente responsabili”, ha ammesso il titolare del Mef.
Il problema immediato si chiama 22 maggio, data di scadenza del taglio delle accise. Il ministro ha confermato che il Consiglio dei Ministri di questo venerdì approverà il decreto di proroga dello sconto fiscale:
“Credo si andrà in questa direzione, stiamo lavorando per prorogare lo sconto sulle accise. Nel CdM di venerdì inseriremo anche provvedimenti specifici per tutelare il settore dell’autotrasporto. Ma sia chiaro: trovare le coperture finanziarie in queste ore è tutt’altro che semplice in assenza di deroghe ufficiali al Patto”.
IL NEGOZIATO SUI CONTI COMPENSATIVI
- La richiesta di Roma: Riconoscimento del “doppio shock” (Ucraina + Medio Oriente) come fattore eccezionale per sforare i tetti di deficit energetico.
- La mediazione di Bruxelles: Apertura formale a valutare il piano, ma stop ai sussidi generalizzati che tengono alti i prezzi dei combustibili fossili.
- Il piano interno per venerdì: Proroga d’urgenza dello sconto sulle accise alla pompa e pacchetto di aiuti strutturali per le imprese di autotrasporto.
- Il vincolo di bilancio: Coperture “acrobatiche” da trovare nelle pieghe del bilancio dello Stato in attesa del vertice Ecofin a Cipro.