Un nuovo significativo passo nello scambio di prigionieri tra Israele e Hamas si è completato oggi con la liberazione di 20 ostaggi israeliani. I cittadini rilasciati sono stati immediatamente trasferiti in ospedali nel centro di Israele a bordo di elicotteri dell’aeronautica militare israeliana, decollati dalla base di Re’im, vicino a Gaza.
Secondo quanto comunicato dall’Idf, tra gli ostaggi liberati figurano Matan Zangauker, Maxim Herkin, Segev Kalfon, Avinatan Or, Evyatar David e i fratelli David e Ariel Cunio. Una volta negli ospedali, gli ex prigionieri potranno riabbracciare i familiari prima di iniziare un percorso di riabilitazione.
In parallelo, le autorità israeliane hanno confermato il rilascio di quasi 2.000 detenuti palestinesi nel quadro dell’accordo di tregua. L’Esercito israeliano ha dichiarato al Times of Israel che “tutti i prigionieri palestinesi che sarebbero dovuti essere liberati nell’ambito dell’accordo […] sono stati rilasciati”.
Il gruppo di detenuti include 250 individui condannati per terrorismo, alcuni dei quali all’ergastolo, e 1.718 detenuti provenienti da Gaza arrestati durante il conflitto. La decisione di procedere al rilascio è giunta nonostante Israele avesse inizialmente prospettato di attendere la consegna delle salme dei restanti 28 ostaggi.
Le immagini diffuse dai media palestinesi mostrano l’arrivo dei detenuti rilasciati in Cisgiordania, con autobus giunti a Ramallah e scortati dalle forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese per gestire il flusso di persone in attesa.
“Bentornati a casa”, ha scritto il Ministero degli Esteri israeliano sul social X. “Abbiamo atteso 738 giorni per dirlo”, si legge nel post, che celebra la fine della lunga prigionia.
In parallelo, è iniziato il rilascio di 1.716 prigionieri palestinesi dal carcere militare israeliano di Ofer, in Cisgiordania. I detenuti saranno trasferiti verso la Striscia di Gaza sotto la supervisione della Croce Rossa Internazionale. Migliaia di palestinesi si sono radunati davanti all’ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud di Gaza, in attesa del loro arrivo. La televisione qatariota Al Jazeera ha tuttavia segnalato che 12 prigionieri palestinesi, inizialmente destinati alla Cisgiordania, sarebbero stati informati nella tarda serata di ieri di un esilio.
Mentre si completava lo scambio, la stampa israeliana ha riportato le immagini cariche di emozione dei primi contatti — videochiamate e telefonate — tra i familiari e gli ostaggi non ancora liberati. “Tornate a casa, tornate tutti a casa. Non c’è più guerra”, ha detto in lacrime Einav Zangauker, madre di Matan Zangauker, ancora detenuto.
In uno sviluppo concomitante, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atterrato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per una visita lampo. A bordo dell’Air Force One, secondo la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, il Presidente ha seguito in diretta streaming l’operazione di rilascio.
Accolto dal presidente israeliano Isaac Herzog e dal premier Benjamin Netanyahu. Il Presidente ha definito l’accordo raggiunto, noto come “Accordo di Sharm el Sheikh per Gaza”, come “la cosa più grande in cui sia mai stato coinvolto”.
L’ultima fase dello scambio di prigionieri tra Israele e Hamas si è conclusa con il rilascio degli ostaggi ancora in vita, segnando la fine di due anni di agonia. Dimagriti e provati, ma con i volti illuminati da sorrisi trattenuti, gli ex prigionieri sono stati accolti dalle loro famiglie in un turbinio di emozioni che si è sciolto in lacrime e abbracci instancabili. Secondo una prima valutazione della Croce Rossa, che li ha presi in consegna all’interno della Striscia di Gaza, gli ostaggi “stanno bene e si tengono in piedi autonomamente”. Le condizioni reali di salute saranno approfondite negli ospedali israeliani, ma per le famiglie è già un “nuovo mattino” di felicità.
Le Storie: Dall’Abbraccio dei Gemelli alla Riunione degli Amici
Tra le storie più toccanti del rilascio, spiccano:
- L’Amicizia Riemersa: Guy Gilboa Dalal, rapito al Nova Festival, ha potuto riabbracciare in ospedale il suo amico d’infanzia e compagno di prigionia, Evyatar David. I due giovani erano stati tenuti insieme in condizioni descritte dalle famiglie come “disumane”, con “quotidiane torture fisiche e psicologiche”, prima di essere separati. Evyatar era il ragazzo “pelle e ossa” apparso in un video diffuso da Hamas lo scorso agosto.
- I Gemelli Riuniti: I fratelli israelo-tedeschi Ziv e Gali Berman, 28enni, non si vedevano dal giorno del loro sequestro nel kibbutz di Kfar Aza. L’esercito israeliano ha diffuso la foto del loro primo abbraccio, sorridenti e vestiti con la maglia della loro squadra del cuore, il Maccabi Tel Aviv.
- L’Abbraccio Simbolo: Matan Zangauker, liberato dopo 738 giorni, ha potuto chiamare poco prima del rilascio la madre, Einav, diventata il volto delle pressioni sul governo. L’incontro è avvenuto all’ospedale Ichilov di Tel Aviv, dove la donna ha stretto il figlio in un abbraccio che i presenti hanno descritto come infinito.
- La Coppia del Festival: Avinatan Or ha ritrovato in ospedale la sua fidanzata, Noa Argamani, anche lei rapita il 7 ottobre ma liberata dalle forze israeliane nel giugno 2024. Il video del loro sequestro al Nova Festival, con Avinatan trascinato a piedi e Noa che gridava disperata dalla motocicletta, era diventato tristemente noto in tutto il mondo.
Anche i fratelli israelo-argentini David e Ariel Cunio sono tornati a casa, parte di una famiglia già nota per il film ‘Lettera a David’, presentato alla Berlinale, incentrato sul loro sequestro.
Nonostante l’esplosione di gioia per i sopravvissuti, il ritorno a casa non è totale. La tensione resta alta per la mancata restituzione di 28 corpi di ostaggi deceduti, come previsto dall’accordo. Finora, solo quattro salme sarebbero state consegnate alla Croce Rossa: quelle di Guy Illouz, Yossi Sharabi, Bipin Joshi e dell’ufficiale Idf Daniel Perez.
Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha tuonato su X, avvertendo Hamas: “Qualsiasi ritardo o deliberata elusione sarà considerata una palese violazione dell’accordo e sarà perseguita di conseguenza”.