Monito del presidente Sergio Mattarella in occasione della Festa del Lavoro: ‘dopo lunga recessione gli indicatori dell’economia sono tornati al segno positivo’ ma la disoccupazione resta ‘ancora troppo elevata’; per questo ‘tutti dobbiamo sentire il compito di fare di piu”. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha festeggiato il primo maggio nella base di Ali Al Salem ‘con i militari che lavorano contro Daesh e per la nostra sicurezza’.
“Dopo lunga recessione gli indicatori dell’economia sono tornati al segno positivo” ma la disoccupazione resta “ancora troppo elevata”. Non si puo’ “accettare che i lavoratori attivi in Italia restino a percentuale bassa e che la disoccupazione giovanile raggiunga picchi cosi’ alti. Tutti dobbiamo sentire il compito di fare di piu'”. E’ stato questo il monito del presidente Sergio Mattarella in occasione della Festa del Lavoro.
Di fronte a una, pur timida, ripresa economica e alle innovazioni tecniche che cambiano radicalmente il mondo del lavoro, gli attuali livelli di disoccupazione sono “insopportabili per la nostra comunita’”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interviene cosi’ durante le celebrazioni della Festa del Lavoro al Quirinale. Il tono tradisce la preoccupazione del Presidente quando sottolinea che “la nostra comunita’ non puo’ accettare e non potra’ sopportare a lungo che i lavoratori attivi in Italia restino a percentuale bassa, e che la disoccupazione giovanile, particolarmente nel Meridione, raggiunga picchi cosi’ alti. Tutti dobbiamo sentire il compito di fare di piu'”, sono state le parole del capo dello Stato. Anche perche’, ha aggiunto con una punta di preoccupazione, “laddove la struttura produttiva e sociale non e’ piu’ in grado di assicurare quelle condizioni che sorreggono i nostri diritti di cittadinanza allora la crisi rischia di contagiare le stesse istituzioni rappresentative”.
Un richiamo alla politica e alle istituzioni che si fa piu’ accorato quando si parla di giovani. Le innovazioni tecniche introdotte con l’industria 4.0 sembrano parlare proprio alle nuove generazioni, visto che – spiega ancora Mattarella – “le loro attitudini e i loro linguaggi sono piu’ congeniali alle nuove competenze tecniche”. E, dunque, “e’ paradossale che le nuove generazioni restino ai margini mentre sarebbero in grado di giocare un ruolo decisivo per farci compiere passi avanti. Dobbiamo riuscire a migliorare la comunicazione tra mondo del lavoro e scuola, tra impresa e sistema formativo”. La risposta, per il Presidente, e’ da ricercare innanzitutto nel mondo della scuola e della formazione. “L’industria 4.0 ha bisogno di competenze tecniche sempre piu’ qualificate e non possiamo permetterci che il nostro mercato sia carente proprio di laureati con elevate professionalita’ informatiche”, osserva, “e piu’ in generale, non possiamo rassegnarci a un numero cosi’ basso di laureati. Nel contempo dobbiamo fare in modo che nelle scuole superiori torni a crescere il numero di diplomati con riconosciuta competenza tecnica”. Assieme a questo, pero’, deve esserci l’impegno di politica e istituzioni per ridurre le diseguaglianze, governando il cambiamento cosi’ da evitare “conseguenze in termini di riduzione del lavoro, di compressione dei salari e dunque di ulteriori diseguaglianze. E’ opportuno che la costruzione di adeguate strategie pubbliche coinvolga forze politiche e sociali, rappresentanze dell’impresa e del lavoro”.