Mentre le piazze italiane si riempiono per celebrare la Festa dei Lavoratori, la premier Giorgia Meloni rivendica i risultati del suo governo in termini di occupazione. “Il lavoro è uno dei pilastri su cui questo governo ha fondato la sua azione. In due anni e mezzo sono stati creati oltre un milione di posti di lavoro”, ha dichiarato Meloni attraverso un post su X, aggiungendo: “C’è ancora tanto da fare, ma la direzione è chiara”.

Parallelamente, i principali sindacati italiani, Cgil, Cisl e Uil, hanno dato il via alle loro manifestazioni unitarie in diverse città, con un focus centrale sulla sicurezza sul lavoro. Lo slogan scelto per quest’anno, “Uniti per un lavoro sicuro”, risuona con particolare forza in luoghi simbolo come Casteldaccia (Palermo), dove il segretario generale della Cis, Daniela Fumarola, ha preso la parola, e Montemurlo (Prato), dove il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha guidato la manifestazione.
La scelta delle località non è casuale: entrambe sono state teatro di recenti tragedie sul lavoro, e le manifestazioni vogliono essere un monito per ricordare le vittime e sollecitare azioni concrete per prevenire ulteriori incidenti. I sindacati chiedono maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro, sottolineando l’urgenza di misure efficaci per proteggere i lavoratori.

A Roma corteo della Cgil da piazza Vittorio ai Fori Imperiali. “Non so se la premier si riferisca al suo salario e non so di quale salario parli: se va in mezzo alla gente vede che non arriva a fine mese. Sta accadendo questo, io non so dove vivono loro, in quale palazzo si sono chiusi”, ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Che sulla convocazione dei sindacati a palazzo Chigi il prossimo 8 maggio ha detto: “Se andremo al confronto con le parti sociali volute da Meloni? Noi agli incontri ci andiamo sempre, ma bisogna che la si smetta. Finora gli incontri sono stati finiti. Veniamo chiamati per sentirci dire ‘diteci cosa ne pensate’, ma poi pensano di fare quello che gli pare. Il risultato è quello che abbiamo di fronte. Modelli di confronto così non servono a nulla, è ora di smettere con la propaganda, è il momento di risolvere i problemi. E se si vogliono risolvere i problemi bisogna che si inizino a dare risposte alle richieste che abbiamo avanzato I confronti devono essere vere e proprie trattative, dove si risolvono i problemi”.

“Gli occupati crescono, crescono in vari settori. Semmai abbiamo un problema di qualità del lavoro. Abbiamo troppe donne fuori dal mercato del lavoro, abbiamo troppo giovani fuori dal perimetro del lavoro: per includerli dobbiamo creare nuovo lavoro. Per crearlo dobbiamo mettere a frutto le risorse del Pnrr che devono essere spese presto e bene entro il 2026. Dopo dobbiamo gestire la fase successiva e per farlo dobbiamo un grande patto per il lavoro e responsabilita’”. Lo ha detto la leader della Cisl Daniela Fumarola, a Casteldaccia (Palermo) per la manifestazione del Primo Maggio, nel luogo in cui sono morti 5 operai.

“Non c’era un solo euro di investimenti sulla sicurezza” sul lavoro. “Ora c’è un segnale di apertura: meglio tardi che mai, ma 600 milioni su una disponibilità di 1 miliardo e mezzo dell’Inail sono ancora pochi e, peraltro, sono comunque soldi delle aziende e dei lavoratori. Va bene, comunque, comincia la discussione e siamo pronti al confronto con il governo, ma bisogna avere consapevolezza che la sicurezza non è solo una questione economica”. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri parlando a margine della manifestazione per il Primo maggio a Montemurlo (Prato). “Servono più ispezioni, più controlli, più ispettori – ha sottolineato Bombardieri – bisogna evitare le gare al massimo ribasso e gli appalti a cascata, occorre istituire una Procura speciale e il reato di omicidio sul lavoro e, soprattutto, non è accettabile che si facciano sconti a chi rispetta la legge, ma chi la viola non viene mai punito, perché i processi vanno in prescrizione. Queste – ha concluso Bombardieri – sono le rivendicazioni nostre e delle piazze del Primo Maggio: il governo le ascolti”.
