La Manovra 2026 ha superato il primo scoglio parlamentare. L’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge di Bilancio con 110 voti favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti. Il testo, che vale complessivamente 22 miliardi di euro, passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva, attesa per il 30 dicembre.
Il via libera è arrivato dopo la posa della questione di fiducia su un corposo maxi-emendamento che ha integrato importanti misure per le imprese, portando il valore della manovra dai 18,7 miliardi iniziali alla cifra attuale.
1. I Numeri e le Misure Chiave
La legge di bilancio si concentra su sgravi fiscali per i redditi medio-bassi e sul sostegno al tessuto produttivo:
- Irpef: Stanziati 3 miliardi per consolidare il taglio dell’aliquota al 33% per i redditi fino a 50.000 euro.
- Imprese e Investimenti: Grazie al maxi-emendamento, sono stati aggiunti circa 3,5 miliardi per rifinanziare i crediti d’imposta di Transizione 5.0 e della ZES Unica (Zona Economica Speciale del Mezzogiorno).
- Premi di Produttività: Confermata la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali e all’1% sui premi di risultato per i redditi più bassi.
- Fisco: Introdotta una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali in 54 rate (9 anni).
- Tfr e Previdenza: Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i nuovi assunti, con 60 giorni per esercitare il diritto di rinuncia.

Per garantire la tenuta costituzionale ed evitare rilievi dal Quirinale, sono state espunte dal testo 5 misure controverse, tra cui:
- Lo scudo per i datori di lavoro: Saltata la norma che avrebbe permesso agli imprenditori condannati per sottopagamento dei dipendenti di non versare gli arretrati retributivi.
- Incarichi e Pensioni: Stralciate le norme sull’inconferibilità di incarichi pubblici e la riduzione dei tempi di divieto per il passaggio dal pubblico al privato (pantouflage).
3. Le Reazioni Politiche
Il clima in Aula è stato incandescente, segnato dalle proteste delle opposizioni:
- La Maggioranza: Il ministro Giancarlo Giorgetti ha rivendicato la compattezza del governo, definendo il bilancio “positivo e coerente con la linea impostata tre anni fa”. Matteo Salvini ha smentito le voci di tensioni interne, sottolineando il successo della Lega nel bloccare l’allungamento dell’età pensionabile.
- L’Opposizione: Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno esposto cartelli con la scritta “Voltafaccia Meloni”, accusando la premier di aver tradito le promesse elettorali su accise, pensioni e sanità.
Mentre il Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, riceveva gli applausi dei colleghi per aver blindato i tempi, tra i banchi del governo si giocava un’altra partita diplomatica:
- Salvini e Giorgetti: Nonostante i rumors di “gelo” dovuti alla stretta sulle pensioni (fermata dalla Lega), i due si sono mostrati compatti. Giorgetti ha scherzato sul Natale (“Magari gli porto del carbone”), salvo poi correggersi in chiave green: “Non si usa più, siamo nella transizione ecologica”.
- Il Monito di Romeo: Il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo, pur votando la fiducia, ha lanciato un avvertimento ai colleghi: “Il veleno sta nella coda, serve più attenzione ai dettagli per evitare sorprese”.
Il Senato è stato teatro di una protesta visiva molto forte. Il Partito Democratico ha esposto cartelli rossi con la scritta bianca “Meloni Voltafaccia”, accusando la premier di aver tradito le promesse su tasse e sanità.
- Le Critiche: Matteo Renzi ha definito la manovra “brutta e mediocre”, paragonandola alle canzoni di Cocciante. Carlo Calenda (Azione) ne ha lamentato la mancanza di visione, mentre l’Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) l’ha bocciata come “legge classista”.
- La Difesa di FI: Maurizio Gasparri ha replicato duramente, accusando le opposizioni di eccessiva aggressività, anche verbale, nei confronti delle forze dell’ordine.