LA UE E’ SPACCATA, E’ GUERRA DI VERTICI TRA DUE SCHIERAMENTI. LINEA DURA SALVINI: SI CAMBI O RIVEDREMO FINANZIAMENTO
I paesi europei si confrontano sul dossier migranti in attesa del vertice Ue del 28 e 29 giugno. Oggi a Budapest minisummit dei leader del Visegrad: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria; arbitro il cancelliere austriaco Kurz. Sulla questione ricollocamenti c’e’ intanto irritazione nel Governo italiano su come il dossier sara’ trattato nel corso del vertice informale di domenica a Bruxelles: l’Ue cambi o rivedremo il finanziamento, minaccia Salvini.
E’ impensabile che l’Italia possa farsi carico dei cosiddetti movimenti secondari che sono negli altri Paesi europei: e’ la linea che il governo italiano sosterra’ nel vertice Ue straordinario a 10 di domenica a Bruxelles. Il premier Conte lo ha anticipato a Donald Tusk, mentre Matteo Salvini alza di nuovo il tiro e minaccia: ‘la Ue cambi o rivedremo il finanziamento’. Juncker, ho convocato io la riunione, altri non volevano. Merkel, serve una risposta umana e europea. Richiamo del capo dello Stato Mattarella: l’Ue unita deve gestire l’emergenza rifugiati e l’onere non puo’ essere delegato solo ai Paesi di primo ingresso. Intanto l’Ungheria dice si’ alla stretta sui migranti in Costituzione con divieto di accogliere quelli economici e giro di vite sull’asilo. A Calais un giovane migrante che era li’ da qualche settimana si e’ suicidato nel centro di accoglienza di Croisilles.
Sarebbe “inaccettabile” per l’Italia se al pre-vertice europeo di domenica prossima fosse tutto già deciso in partenza e in particolare se fosse messa in carico al Paese la questione dei migranti di ‘secondary movement’. E’ quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, dopo che oggi ha iniziato a circolare a Bruxelles una ‘bozza’ di documento. Sulla questione oggi era intervenuto su Twitter il premier Giuseppe Conte, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. “Oggi ho avuto con il presidente Tusk un incontro molto utile. Gli ho anticipato che al pre vertice di Bruxelles non sono disponibile a discutere dei ‘secondary movements’ senza prima aver affrontato l’emergenza dei ‘primary movements’ che l’Italia si ritrova ad affrontare da sola”, ha scritto, anticipando dunque l’intenzione di voler presentare con forze le proprie posizioni. Le stesse fonti precisano comunque che le prossime ore, prima di domenica, vedranno contatti e trattative sul tema.
L’Europa non lasci sola l’Italia davanti al fenomeno migranti. Sergio Mattarella interviene dopo giorni di silenzio sull’argomento piu’ caldo di queste settimane ponendo alcuni punti fermi sia per la politica italiana che per quella europea: il nostro paese ha sempre mostrato solidarieta’ e si muove in base alle norme internazionali di accoglienza dei rifugiati ha ricordato, ma l’Europa non puo’ lasciare solo il nostro paese che e’ il punto di approdo di un imponente flusso migratorio che deve essere governato, spiega a Donald Tusk, favorendo le ricollocazioni. Prima celebrando la giornata mondiale del rifugiato poi incontrando il Presidente del Consiglio Europeo Tusk, reduce dal colloquio con il premier Giuseppe Conte, il capo dello Stato fissa alcuni punti chiari. L’Italia , ricorda, ha sempre mostrato quella solidarieta’ e quel l’umanita’ nei confronti dei rifugiati che sono valori fondanti della carta costituzionale. Non solo: la nostra Repubblica “si conforma alle norme sancite dal diritto internazionale relative all’accoglienza di coloro che hanno diritto a protezione”. Parole non nuove per il Presidente della Repubblica che da sempre mantiene sulle migrazioni la stessa linea e che sembra porsi in parte la smussare alcuni eccessi propagandistici nazionali e in parte a difendere il nostro paese da alcune ingiuste critiche giunte dall’estero. Ma soprattutto Mattarella guarda avanti al Consiglio Europeo di fine giugno e quindi al pre vertice sui migranti che si terra’ domenica: E’ chiaro che la bozza di accordo sistema di accoglienza che sta circolando in queste ore non rientra nelle corde del capo dello Stato. Perche’ sempre nel messaggio di stamane il presidente ha spronato l’Europa a intervenire unita “non delegando solamente ai paesi di primo ingresso l’onere di affrontare le emergenze”. Molto da qui a fine giugno si giochera’ Infatti sul concetto di frontiere: il nostro paese chiede che sia l’intera Unione a fronteggiare i flussi migratori lungo le frontiere del Sud Europa, magari potenziando Frontex, mentre la linea predominante nei paesi del nord-est ma anche in Francia e’ di permettere ai singoli stati di respingere al mittente imigranti verso i paesi di primo approdo. Una linea che non entusiasma l’Italia tanto che anche nel suo incontro con Tusk Mattarella ha chiesto alla Ue una vera solidarieta’ Europea che riguarda In particolare le ricollocazioni. Ma e’ proprio sulle ricollocazioni che il gruppo di Visegrad Alza le barricate ma su cui la solidarieta’ stenta ad arrivare anche dagli altri paesi europei. Il primo snodo sara’ Dunque quello del vertice informale di domenica poi la prossima settimana si terra’ il Consiglio Europeo: sara’ quella la sede per capire se la linea italiana di umanita’ richiesta di condivisione riuscira’ a far invertire la rotta di una Unione non sempre solidale.