Il governo italiano ha disposto l’estensione per ulteriori 15 giorni della sospensione del Trattato di Schengen e della reintroduzione dei controlli straordinari alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. La misura, introdotta ad inizio agosto a seguito dell’emergenza migratoria scoppiata nell’enclave di Ceuta, ha registrato l’immediata reazione speculare del governo di Madrid, che ha confermato la proroga delle verifiche sui passeggeri in arrivo dall’Italia.
Le motivazioni di Roma: sicurezza e prevenzione
La decisione dell’esecutivo italiano mira a monitorare i flussi e prevenire rischi di sicurezza collegati agli ingressi irregolari:
- Dichiarazioni di Antonio Tajani: Il ministro degli Esteri ha espresso parere favorevole alla proroga, definendola una scelta provvisoria necessaria «per garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee e impedire qualsiasi infiltrazione, a cominciare da quella jihadista».
- Posizione di Matteo Piantedosi: Il ministro dell’Interno ha espresso la speranza che questo prolungamento possa rivelarsi l’ultimo: «Confido che la proroga possa essere l’ultima, poiché ciò significherebbe una normalizzazione della situazione. Siamo disponibili a ogni collaborazione con Madrid e l’UE».
La risposta di Madrid e la situazione a Ceuta
Il ministero dell’Interno spagnolo ha adeguato i propri dispositivi di controllo applicando il principio di reciprocità:
- Calendario dei controlli: Le verifiche aggiuntive per i voli e le navi provenienti dall’Italia, entrate in vigore l’8 agosto, resteranno attive per altre due settimane, estendendo la misura fino a dopo la metà di settembre.
- Il quadro a Ceuta: Il premier Pedro Sánchez ha precisato che nella città autonoma rimangono circa 5.000 migranti (tra cui 1.200 minori) sui 70.000 entrati a fine luglio, ribadendo la stabilità della cooperazione con il Marocco.
Il contesto geografico dell’area Schengen
L’accordo di Schengen disciplina la libera circolazione all’interno di un’area condivisa che comprende la maggior parte degli Stati membri dell’Unione Europea, consentendo tuttavia il ripristino temporaneo dei controlli di frontiera in situazioni eccezionali o di emergenza di sicurezza.