Via libera alla riforma del sistema di valutazione e dello sviluppo delle carriere. Il Cdm ieri sera ha dato il via libera al disegno di legge che introduce disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni. Il testo, spiega palazzo Chigi, introduce ”nuovi strumenti per migliorare la performance individuale e organizzativa delle pubbliche amministrazioni e collegare, a questo nuovo sistema di valutazione, nuove prospettive di crescita e di progressione di carriera, anche al fine di attrarre le nuove generazioni”.
Le norme seguono due linee direttrici principali. Con la riforma del sistema di valutazione si introducono misure finalizzate a: ”aumentare l’efficacia e l’utilità dei sistemi per la valutazione della performance individuale dei dirigenti, ponendo al centro del processo di valutazione la leadership, quale leva abilitante per il funzionamento delle organizzazioni; promuovere il ruolo della formazione nella valutazione individuale del personale dirigenziale e non dirigenziale; superare la semplice valutazione gerarchica e unidirezionale, mediante sistemi di valutazione della performance che prevedono la progressiva partecipazione di una pluralità di soggetti, interni o esterni all’organizzazione”. Con la riforma dello sviluppo di carriera si modifica l’ordinamento del lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione, con particolare attenzione ai profili dell’accesso ai ruoli della dirigenza, sia di seconda che di prima fascia, introducendo la possibilità di accesso a tali qualifiche mediante lo ‘sviluppo di carriera’, secondo specifici requisiti di precedente permanenza nel ruolo e attraverso procedure trasparenti.
Merito, formazione, semplificazione. Come cambia la Pubblica Amministrazione. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sul merito. “Le profonde trasformazioni del tessuto sociale e produttivo richiedono anche alla Pubblica amministrazione di interpretare il contesto e sapersi adattare al cambiamenti in atto – dice il ministro Zangrillo al Riformista – Il provvedimento persegue principalmente due finalita’: migliorare la misurazione e valutazione delle performance dei dipendenti pubblici, che oggi avviene con un approccio meramente ‘burocratico’, e collegare a questo nuovo sistema di valutazione, per ‘obiettivi’, prospettive di crescita e di progressione di carriera capaci di valorizzare il merito. Tutto cio’ – continua Zangrillo – a favore non soltanto di chi gia’ opera nelle nostre organizzazioni, ma anche in funzione della necessita’ di essere ‘attrattivi’ verso le nuove generazioni che rispetto al passato puntano non piu’ soltanto alla stabilita’ del posto di lavoro, ma anche alla prospettiva di crescere professionalmente e personalmente”. Si tratta di “una vera e propria ‘rivoluzione del merito’ che deve essere guidata dai dirigenti, gestori dl persone, a cui spetta il compito, con senso di responsabilita’, di prendersi cura delle persone assegnate”.