Il Cremlino riceve le credenziali di Stefano Beltrame e striglia l’Europa. Tajani replica: «L’errore è vostro, noi difendiamo la libertà». Trump scarica Zelensky: «È lui l’ostacolo alla pace».
Nella solenne Sala di Alessandro al Cremlino, Vladimir Putin ha ricevuto le credenziali di 34 nuovi ambasciatori, tra cui l’italiano Stefano Beltrame. Il discorso del Presidente russo è stato un mix di nostalgia per le “radici storiche” dei rapporti bilaterali e dura critica al presente: «Il dialogo è ridotto al minimo, ma non per colpa nostra. La Russia è pronta a ripristinare le relazioni».

Non si è fatta attendere la risposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito la posizione italiana: «Le relazioni lasciano a desiderare perché abbiamo condannato un’invasione illegittima. Non siamo in guerra con la Russia né con il suo popolo, ma non possiamo accettare che un Paese grande ne aggredisca uno più piccolo». Tajani ha poi sottolineato che il congelamento dei contatti è la diretta conseguenza delle scelte del Cremlino.
Mentre l’Europa resta compatta nel sostegno a Kiev, da Washington arrivano segnali di rottura. Donald Trump, in un’intervista alla Reuters, ha ribaltato le responsabilità del conflitto: Su Putin: «È pronto a fare un accordo». Su Zelensky: «È l’ostacolo, ha difficoltà ad arrivare a una pace».
Il Cremlino ha immediatamente “applaudito” le parole del presidente USA: «È proprio così», ha commentato il portavoce Peskov. Trump ha comunque ipotizzato un incontro con il leader ucraino la prossima settimana al Forum di Davos, ma i toni restano freddissimi.
Nonostante la sintonia sull’Ucraina, Putin non ha risparmiato critiche velate alla nuova dottrina assertiva di Trump. Il presidente russo ha denunciato il «monologo della forza» di chi detta la propria volontà agli altri, riferendosi alle recenti azioni USA: Dopo l’attacco statunitense e la caduta di Maduro, Putin ha promesso solidarietà ai “fratelli cubani”, temendo che l’Avana sia il prossimo obiettivo. Le mire annessionistiche di Trump sulla Groenlandia hanno spinto Mosca a esprimere “seria preoccupazione” per l’invio di truppe NATO nell’Artico.
Le voci dal campo: l’allarme di Macron
Mentre si parla di diplomazia, il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un avvertimento bellico alle sue truppe: «Siamo a portata di tiro dei missili russi (riferendosi al nuovo vettore Oreshnik). L’Europa deve dotarsi subito di armi strategiche per cambiare i rapporti di forza».
Analisi diplomatica: I due piani di pace a confronto
| Elemento | Piano Trump (Usa) | Visione Putin (Russia) |
| Territori | Possibile congelamento linee attuali. | Riconoscimento delle annessioni russe. |
| Garanzie | “Articolo 5” modificato (proposta italiana). | Nuova architettura di sicurezza globale. |
| Interlocutori | Witkoff e Kushner (inviati a Mosca). | Dialogo diretto con la Casa Bianca. |