Una giornata iniziata nel segno della tensione e del basso profilo militare si è conclusa con una svolta diplomatica inattesa. Vladimir Putin, al termine delle celebrazioni per l’81° anniversario della Vittoria, ha dichiarato che la guerra in Ucraina “si avvia alla conclusione”, aprendo ufficialmente la porta a negoziati con l’Unione Europea.
La sfilata sulla Piazza Rossa è stata la più breve della storia recente (45 minuti) e priva dei moderni armamenti russi: strade deserte, segnale GPS e SMS bloccati per prevenire attacchi di droni ucraini. Hanno sfilato solo i vecchi carri T-34 del 1945. Putin ha paragonato i soldati impegnati oggi in Ucraina ai veterani che sconfissero il Terzo Reich, ribadendo che la Russia sta resistendo a una “forza aggressiva armata dalla NATO”. Presenti l’alleato Lukashenko e i leader di Kazakistan, Laos e Malaysia. Unico rappresentante UE presente: il premier slovacco Robert Fico, che si è detto “onorato” dell’invito.
In serata, Putin ha risposto positivamente agli appelli al dialogo lanciati dal Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa: Putin ha indicato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come suo negoziatore preferito. “Altrimenti ne scelgano uno di cui si fidano”, ha aggiunto, ponendo come unica condizione il rispetto formale verso Mosca. Il leader UE ha ribadito che l’obiettivo è una “pace giusta e duratura” e che l’Europa è pronta a discutere della sicurezza comune nel “momento giusto”.
Nonostante il successo della tregua di tre giorni (9-11 maggio) che ha permesso lo svolgimento pacifico della parata, il Cremlino ha frenato gli entusiasmi della Casa Bianca: Il consigliere Yuri Ushakov ha definito “infondate” le speranze di Trump di estendere il cessate il fuoco oltre l’11 maggio.
Mosca accusa Washington di voler bruciare le tappe. “L’America vuole un risultato rapido, ma è un percorso lungo con dettagli complicati”, ha avvertito il portavoce Peskov, lanciando anche una frecciatina sulla lentezza dei colloqui con l’Iran.
Anche lo scambio di 1.000 prigionieri, annunciato da Trump come imminente, richiederà tempo per la definizione delle liste.
Se da un lato Putin sembra voler scavalcare la mediazione americana di Trump per dialogare direttamente con l’Europa (utilizzando la figura rassicurante per Mosca di Schroeder), dall’altro il Cremlino chiarisce che la fine delle ostilità non sarà immediata come sperato da Washington. La tregua scadrà dopodomani, e il rischio di una ripresa dei combattimenti resta altissimo.