Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha firmato cinque decreti di grazia ai sensi dell’art. 87 della Costituzione. I provvedimenti, che hanno ricevuto il parere favorevole del Ministero della Giustizia, riguardano profili molto diversi tra loro. Spicca la grazia totale per Franco Cioni, il 77enne condannato per l’omicidio della moglie malata terminale: il Quirinale ha valutato il contesto drammatico del gesto e il perdono dei familiari.
Clemenza parziale è stata concessa invece a Abdelkarim Alla F. Hamad, ex promessa del calcio libico, condannato a 30 anni come scafista dopo lo sbarco del 2015. Per lui pesano il percorso di recupero e la giovane età all’epoca dei fatti. Gli altri atti di clemenza riguardano Zeneli Bardhyl (evasione non sussistente), Alessandro Ciappei (truffa di modesta entità) e Gabriele Spezzuti, a cui è stata condonata una multa da 80.000 euro per fatti risalenti al 2005.
C’è chi ha soffocato la donna della sua vita per non vederla più soffrire e chi è finito in carcere a 20 anni perché scambiato per uno scafista. Le storie dietro le cinque grazie concesse oggi da Sergio Mattarella raccontano di una giustizia che prova a farsi umana.
I casi simbolo:
- Franco Cioni: Libero dopo aver scontato parte della pena per l’omicidio della moglie. Per il Colle, il suo è stato un gesto nato dalla disperazione estrema.
- Alà Hamad: L’ex calciatore libico vede ridursi la sua condanna a 30 anni. Molte ONG avevano denunciato l’errore giudiziario che lo dipingeva come trafficante mentre era solo un migrante in fuga.
- Zeneli Bardhyl: Una grazia che ripara un corto circuito burocratico su un’accusa di evasione che, tecnicamente, non costituiva reato.
Le ultime cinque grazie firmate da Sergio Mattarella non sono solo atti di clemenza, ma segnali politici precisi. Concedendo la libertà a Franco Cioni, il Presidente riaccende i riflettori sulla drammaticità del fine vita e sul peso insostenibile del dolore familiare. Con la grazia parziale al libico Hamad, il Quirinale riconosce implicitamente le zone d’ombra della legislazione sull’immigrazione, che spesso trasforma i migranti forzati al timone in criminali di lungo corso.
Dall’inizio del suo secondo mandato, su oltre 1.500 istanze, Mattarella ha concesso solo 32 grazie. Una selezione rigorosa che mira a sanare casi dove lo “scarto tra diritto e colpevolezza morale” è diventato incolmabile, riaffermando la funzione rieducativa della pena e il valore del perdono sociale.