Un durissimo atto d’accusa contro un sistema-Paese sbilanciato sul passato e una proposta shock per trattenere i talenti in Italia. Dalla storica cornice della convention dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo, la neoeletta leader degli under 40, Maria Anghileri, ha lanciato una sfida frontale a tutte le forze politiche alla vigilia della nuova campagna elettorale: «Il Paese non va perché non cresciamo. I giovani sono arrabbiati, bloccati, li stiamo perdendo tutti in panchina. È ora di fare riforme scomode».
Al convegno ligure, diventato l’arena del confronto tra esecutivo e opposizioni su fisco ed energia, il vicepremier Antonio Tajani ha risposto annunciando le contromisure immediate del governo, a partire dall’ipotesi di prorogare il taglio delle accise sui carburanti fino alla fine di giugno.
La proposta shock: «Fino a 1.000 euro in più al mese per gli under 35»
L’industriale dell’acciaio Maria Anghileri ha presentato un piano dettagliato per combattere la piaga dei salari bassi all’inizio della carriera, chiedendo un “salario competitivo” per chi ha meno di 35 anni:
- Azzeramento Irpef a scalare: Un’esenzione totale e decrescente dell’Irpef spalmata su cinque anni per tutti i redditi fino a 50.000 euro. Il meccanismo prevede il 100% di esenzione nel primo anno di lavoro (pari a circa 1.000 euro in più al mese in busta paga), per poi scendere gradualmente fino al 20% nel quinto anno.
- Investimento contro la spesa previdenziale: Davanti alle critiche sulle coperture finanziarie, i giovani industriali hanno messo a nudo le storture del bilancio dello Stato:
Maria Anghileri (Confindustria): «Non è un costo, è un investimento sul futuro. Su oltre 1.100 miliardi di spesa pubblica in Italia, ben 400 miliardi sono assorbiti da previdenza e assistenza, mentre solo 99 miliardi vanno a istruzione e ricerca, e appena 33 alla natalità. Il rapporto tra passato e futuro in questo Paese è di 3 a 1. È inaccettabile. Deve diventare di 1 a 3 a favore dei giovani. Lo Stato tolga il giogo fiscale dalle nostre schiene, visto che imprese e dipendenti garantiscono l’80% del gettito totale».
Il riscontro politico: convergenza trasversale sulla “Start-Tax”
La proposta di defiscalizzazione degli under 35 ha incassato un inatteso coro di consensi da parte di tutte le forze politiche presenti a Rapallo, seppur con diverse rivendicazioni di paternità:
- Il Governo (Tajani): Il vicepremier di Forza Italia ha raccolto la sfida rilanciando sul lato delle imprese: «Dobbiamo detassare totalmente per cinque anni chi sceglie di investire nelle start-up, in modo da consentire ai giovani di consolidare le proprie iniziative aziendali».
- L’Opposizione centrista (Renzi): Il leader di Italia Viva ha promosso l’idea ricordando i passaggi della Leopolda: «È la nostra proposta chiamata Start-Tax, ha profondamente senso e su questo si può e si deve ragionare».
- L’Alleanza Progressista (Schlein): Anche la segretaria del PD, Elly Schlein, ha espresso piena condivisione: «Ricalca la Start-Tax proposta dall’alleanza progressista. Accanto a questo, serve un fondo pubblico nazionale per sostenere la nascita di nuove start-up giovanili nelle aree interne del Paese».
Fisco, energia e lo scontro sui profitti delle banche
Mentre a Rapallo si discuteva di riforme strutturali, l’esecutivo si è trovato a fare i conti con la gestione della flessibilità sull’energia concessa da Bruxelles. Una trattativa interna alla maggioranza che si preannuncia caldissima e che registra forti tensioni:
- Saltato il Voucher Famiglie: Dopo il secco “no” della Lega, è naufragato il piano che prevedeva un bonus una tantum di 100 euro per le famiglie economicamente fragili.
- L’attacco di Salvini alle banche: Per finanziare le misure di sostegno alle imprese e il taglio delle accise caldeggiato da Tajani, il leader della Lega Matteo Salvini è tornato a puntare il dito contro gli extraprofitti degli istituti di credito:
Matteo Salvini: «Non è possibile che in un anno di difficoltà drammatica per la stragrande maggioranza delle famiglie e delle imprese italiane, colossi bancari come Unicredit e Intesa Sanpaolo chiudano i propri bilanci con ben 20 miliardi di euro di utile. È il momento che le banche diano un contributo concreto».
Una linea, quella dei sussidi temporanei, che ha trovato però la netta opposizione dei sindacati. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha liquidato l’ipotesi della proroga delle accise fino a giugno con una battuta sferzante: «Siamo davanti ai soliti pannicelli caldi che non risolvono l’emergenza salariale del Paese».