L’indagine Eurispes analizza il rapporto tra la popolazione italiana, i dispositivi digitali e l’impatto sulla salute mentale. Ne emerge un quadro di forte ambivalenza: le tecnologie sono considerate indispensabili, ma generano diffusi fenomeni di fatica cognitiva, automatismi e perdita di controllo, con criticità concentrate soprattutto tra i più giovani (18-24 anni) e problemi di esclusione digitale tra gli over 64.
Diffusione e fruizione dei dispositivi
La penetrazione dello smartphone è pressoché totale in tutte le fasce d’età, mentre l’uso degli altri dispositivi evidenzia una spiccata frattura generazionale:
- Smartphone: Utilizzato dal 94,3% della popolazione generale (sfiora il 95% fino ai 64 anni e raggiunge l’89,9% tra gli over 64).
- Computer/Laptop: Utilizzato dall’80,2% dei 18-24enni, ma solo dal 39,1% degli over 64.
- Smartwatch e Console: Molto diffusi tra i giovani (46,5% e 43%), crollano drasticamente tra i più anziani (12,7% e 4,7%).
- Tempo d’uso (Smartphone): Oltre la metà dei 18-24enni (52,4%) supera le 3 ore giornaliere di utilizzo per svago nei giorni feriali (quota che sale al 60,5% nei festivi).
Dipendenza da connessione e sintomi di tecnostress
Il monitoraggio dello smartphone e delle notifiche si è integrato strutturalmente nelle routine quotidiane, generando condotte problematiche:
- Controllo al risveglio: Il 51,3% degli italiani controlla il telefono appena sveglio (la percentuale sale all’86% tra i 18-24enni).
- Uso compulsivo e percezione del tempo: L’83,9% ha prolungato l’uso dello smartphone oltre le intenzioni; il 70,8% avverte di sprecare troppo tempo online.
- Ansia e disconnessione: Il 65,3% prova ansia quando la batteria è scarica; il 58,7% avverte l’impossibilità di staccarsi e il 58,6% prova irrequietezza se non può verificare gli aggiornamenti.
- Uso in contesti inappropriati: Il 66,7% usa lo smartphone a letto, il 55% in bagno, il 22,8% alla guida (percentuale che sale al 40,7% tra i 18-24enni).
- Tentativi falliti di riduzione: Il 26,6% della popolazione ha provato a ridurre l’uso del telefonino senza riuscirci (supera il 40% tra i 18 e i 34 anni).
Rischi online, aggressioni ed impatto emotivo
I giovani risultano la categoria più esposta a esperienze spiacevoli o dannose sulle piattaforme:
| Tipologia di episodio subìto | Popolazione Generale | Fascia 18-24 anni |
| Fruizione involontaria di contenuti violenti/disturbanti | 26,0% | 40,7% |
| Commenti offensivi, insulti o attacchi personali | 23,4% | 38,4% |
| Condivisione non autorizzata di foto o video | 21,8% | 37,2% |
| Molestie online | 12,0% | 26,7% |
L’impatto di tali episodi incide direttamente sul benessere psicologico: tra i 18-24enni colpiti da violazioni o attacchi online, il 65,6% segnala conseguenze negative sul proprio equilibrio emotivo e il 59,0% sulla propria autostima.
Divario di competenze e percezione della sicurezza
L’indagine rileva che l’alta familiarità con social e messaggistica non equivale a una reale competenza digitale in materia di sicurezza:
- Competenze percepite: Si dichiara molto o abbastanza competente il 61,6% dei giovani (18-24 anni), a fronte del solo 9,4% degli over 64.
- Sicurezza nei servizi avanzati: Se il 76,5% si sente sicuro nel comunicare in chat private, solo il 52,9% opera in sicurezza sui portali bancari/PA, il 45,6% sa riconoscere il phishing o i raggiri e il 41,8% gestisce correttamente la privacy dei propri dati.
- Esclusione e supporto: Di fronte a un ostacolo tecnico, il 45,3% degli over 64 richiede l’aiuto di parenti, mentre il 28,2% rinuncia del tutto all’attività o evita la tecnologia per il futuro.