Affluenza record al 58,9%. Toghe in festa tra brindisi e ‘Bella ciao’. Si dimette il presidente dell’ ANM
La riforma costituzionale della giustizia è ufficialmente bocciata. Le urne consegnano un verdetto inequivocabile: il No vince con il 53,74%, mentre il Sì si ferma al 46,26%. Nonostante i sondaggi della vigilia prevedessero un testa a testa, il distacco si è consolidato già nel primo pomeriggio, sorretto da un’affluenza massiccia (58,9%) che ha trasformato la consultazione in un plebiscito in difesa dell’attuale assetto della magistratura.
Il fronte del No ha dilagato in quasi tutta Italia, con la sola eccezione di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, rimaste fedeli alla linea della maggioranza. Secondo l’analisi di YouTrend, il dato politico è netto: mentre le opposizioni (PD, M5S, AVS) hanno mostrato una tenuta granitica (solo il 5% di defezioni), l’11% degli elettori di centrodestra ha disobbedito alle indicazioni dei leader, votando contro la riforma.
L’annuncio dei primi dati ha scatenato scene di esultanza nelle sedi dell’Associazione Nazionale Magistrati. A Milano, tra abbracci e lacrime, le toghe hanno festeggiato la “tenuta della Costituzione”. A Napoli l’atmosfera è stata ancora più accesa: brindisi e cori di ‘Bella ciao’ hanno accompagnato lo spoglio, in un clima di aperta sfida al governo.
Tuttavia, un giallo ha scosso il sindacato delle toghe proprio alla chiusura dei seggi: Cesare Parodi, presidente dell’ANM, ha rassegnato le dimissioni irrevocabili. Una scelta dettata da gravi motivi di salute di un familiare, comunicata volutamente a urne chiuse per evitare strumentalizzazioni politiche, ma che lascia il vertice della magistratura associata vacante nel momento della sua massima vittoria politica.
Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, tra i più fieri oppositori della separazione delle carriere, ha salutato il voto come una prova di maturità della società civile: “Non è un rifiuto al cambiamento, ma a un metodo. Le riforme vanno costruite con responsabilità, non sacrificando le garanzie”. Sulla stessa linea Enrico Grosso (Comitato Giusto Dire No): “Abbiamo trattato gli elettori da adulti e ci hanno premiato”.
Dal fronte del Sì, la delusione lascia spazio a dure critiche verso l’attivismo dei giudici. Francesco Petrelli (Unione Camere Penali) ha denunciato una “esondazione politica” della magistratura: “Da Mani Pulite in poi, le toghe hanno tracimato rispetto al loro compito ordinario, diventando un soggetto politico a tutto tondo”. Nonostante la sconfitta, i penalisti chiedono che il dibattito sulle “ingiuste detenzioni” non venga archiviato.
TABELLINO DEL VOTO
| Parametro | Dato Finale |
| NO | 53,74% |
| SÌ | 46,26% |
| Affluenza | 58,9% |