A soli sette giorni dal voto del 22 e 23 marzo, la campagna referendaria sulla separazione delle carriere e la riforma del CSM entra nella sua fase più incandescente. Mentre le piazze si scaldano e le segreterie politiche affilano le armi, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha acceso il dibattito nelle aule, disponendo controlli rigorosi degli Uffici Scolastici Regionali per garantire il rispetto della par condicio durante gli incontri formativi negli istituti.
L’iniziativa ha sollevato l’immediata protesta della Rete della Conoscenza: gli studenti accusano il Ministro di “incoerenza”, sottolineando come i suoi profili social siano fitti di interventi a favore del Sì proprio mentre chiede neutralità alle scuole.
Identificati i responsabili dei roghi in piazza
Sul fronte dell’ordine pubblico, le indagini della Digos hanno portato all’identificazione dei primi tre manifestanti che, durante il corteo romano di sabato, hanno dato alle fiamme le immagini di Meloni, Nordio e Trump. Si tratta di due attivisti provenienti da Padova e uno da Napoli; le autorità proseguono gli accertamenti per individuare gli altri partecipanti al rogo simbolico che ha scosso il clima politico.
Agenda politica: le piazze del No e il salotto di Vespa
Il calendario della settimana è serratissimo:
- Mercoledì 18 marzo: Piazza del Popolo a Roma ospiterà la chiusura unitaria del campo progressista. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni saliranno sullo stesso palco per ribadire il No a una riforma definita “spacca-CSM”.
- Venerdì 20 marzo: Doppia sfida nella Capitale. Mentre il M5S organizza un grande evento al Palazzo dei Congressi con esponenti dello spettacolo, Giorgia Meloni chiuderà i faccia a faccia dei leader a Porta a Porta da Bruno Vespa.
Fotomontaggi e migranti: lo scontro si fa duro
Non mancano i colpi bassi. Fratelli d’Italia ha pesantemente stigmatizzato un post del deputato rossoverde Francesco Emilio Borrelli, che ritrae la premier in un fotomontaggio come una paziente psichiatrica ossessionata dai magistrati. «Un modo irresponsabile di fare opposizione», replicano i meloniani.
La destra, dal canto suo, usa il caso della nave Sea Eye 5 (il cui fermo è stato dichiarato illegittimo dai giudici a Pozzallo) come manifesto elettorale. Per il senatore Speranzon (FdI), la sentenza è l’ennesima prova di «opposizione ideologica dei magistrati», sostenendo che il referendum sia l’unico strumento per fermare quello che definisce un corto circuito tra giustizia e politica.
Il “caso Ceccanti” divide il PD
Resta infine il gelo tra i Dem per la mossa di Giorgia Meloni di diffondere il video del costituzionalista (area PD) Stefano Ceccanti favorevole alla riforma. Se per Ettore Rosato (Azione) la premier ha agito in modo «razionale» dimostrando che il Sì non è una battaglia di parte, per il Nazareno si tratta di una strumentalizzazione che non sposta l’asse del partito, ormai compatto sul No per difendere «l’indipendenza della magistratura».