A un mese esatto dal voto del 22 e 23 marzo, lo scontro sulla riforma della giustizia si sposta sul piano della comunicazione e dei casi giudiziari di cronaca. Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Cesare Parodi, dalle colonne di Repubblica, lancia un duro monito contro quella che definisce una “strategia della denigrazione” messa in atto dal governo. Parodi (ANM) a 30 giorni dal voto: «Riforma inutile contro i mali della giustizia. Mi sento già indagato per i manifesti del No, ma sono sereno»
La battaglia per il referendum sulla separazione delle carriere entra nella sua fase più calda e velenosa. Cesare Parodi, leader del sindacato delle toghe, denuncia un tentativo sistematico del centrodestra di alimentare la sfiducia verso i magistrati per spingere i cittadini verso il “Sì”.
La strategia del “caso sgradito”
Secondo Parodi, il mese che ci separa dalle urne sarà segnato dall’utilizzo strumentale di casi di “mala giustizia”: «Verranno individuati casi di vera o presunta mala giustizia per convincere le persone a votare sì. Ma questa riforma non può incidere in nulla su processi farraginosi o eventuali errori. Non offre una sola soluzione ai mali della giustizia».
Il presidente dell’ANM punta il dito contro i recenti attacchi di Giorgia Meloni alla sentenza del Tribunale di Palermo (caso Sea Watch): «Lì c’è solo un principio generale sul risarcimento del danno, applicato cento volte al giorno. Commentarla in termini di “magistratura politicizzata” serve solo a confondere le acque per fini elettorali».
Il botta e risposta con Mantovano
Parodi risponde anche al sottosegretario Alfredo Mantovano, che aveva accusato l’ANM di usare toni estremi: «Rilevo che i messaggi del governo sono diretti a gettare un profondo discredito sulla magistratura, svincolato dai temi della riforma. Come si pretende di informare correttamente i cittadini con queste modalità?».
Un passaggio significativo riguarda la denuncia depositata dai Radicali contro i manifesti dell’ANM per “notizie false e tendenziose” (quelli che ipotizzano una polizia che spara impunemente se passa la riforma). Parodi non si sottrae: «Penso di essere già indagato, ma sono sereno». Il presidente sostiene che le dichiarazioni dello stesso ministro Nordio confermano che il timore di un controllo politico sui magistrati non sia una menzogna costruita ad arte.
Fiducia nei colleghi: «Se fosse un collega del “Sì” a giudicarmi non sarei inquieto. Io ho fiducia nei magistrati, a differenza di altri».