Giorgia Meloni tenta la carta dei new media per intercettare il voto giovanile. La premier ha scelto il “Pulp Podcast” di Fedez e Mr Marra per spiegare le ragioni del Sì. In un trailer dell’intervista Meloni chiarisce subito la natura del voto: «Non si vota su di me, ma sulla giustizia. Non mi dimetterei in caso di sconfitta perché intendo terminare il mandato».
La scelta ha spiazzato il campo avversario: Elly Schlein ha ufficialmente declinato l’invito del rapper, mentre Giuseppe Conte non ha ancora sciolto la riserva. Il duello comunicativo si accende proprio mentre le opposizioni denunciano squilibri nella par condicio, chiedendo sanzioni AgCom per i recenti spazi televisivi concessi alla premier.
Sul fronte televisivo tradizionale, Sky Tg24 ha ospitato il faccia a faccia tra il Guardasigilli Carlo Nordio ed Enrico Grosso (Comitato per il No).
Nordio ha difeso la separazione delle carriere e il sorteggio per il CSM come strumenti per «recidere il vincolo delle correnti» e allinearsi all’Europa. Ha poi fissato l’asticella dell’affluenza auspicata tra il 50 e il 60%.
Grosso ha replicato sottolineando il rischio di un indebolimento complessivo della magistratura, non solo dei pubblici ministeri.
A incendiare il clima è stata una dichiarazione shock del senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini: «Finire davanti alla magistratura è come ricevere una diagnosi di cancro». Parole definite «indecenti» da Angelo Bonelli (Avs) e «vergognose» da Debora Serracchiani (Pd), che hanno chiesto una presa di distanza ufficiale da parte della premier.
Mentre i sostenitori del Sì proseguono la maratona oratoria, il fronte del No serra i ranghi: Elly Schlein ha lanciato un video-appello per la chiusura della campagna a Piazza del Popolo (domani, 18 marzo), invitando i cittadini a «difendere la Costituzione».
Giuseppe Conte ha alzato i toni contro FdI, accusando i parlamentari della maggioranza di essere pronti a «tutto, anche a cacce al voto clientelari», ribadendo l’indicazione di voto per il No.