Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha affrontato oggi uno dei Question Time più infuocati della legislatura. Nonostante il terremoto che ha portato alle dimissioni del sottosegretario Delmastro e della capo di gabinetto Bartolozzi, il Guardasigilli ha blindato la sua posizione:
“Non esiste ordinamento al mondo dove un ministro si dimetta per l’esito di un referendum tecnico”, ha scandito Nordio, confermando di aver ricevuto il pieno sostegno di Giorgia Meloni.
Il Ministro ha liquidato la pratica Delmastro come “materia del contendere ormai superata” dalle dimissioni stesse, definendo invece “inatteso” ma di “grande responsabilità” il passo indietro della Bartolozzi.
Per tentare di spostare l’attenzione sul merito dell’azione di governo, Nordio ha annunciato un massiccio piano di investimenti da 900 milioni di euro. L’obiettivo è creare 10.000 nuovi posti letto entro il 2027 per decongestionare istituti penitenziari oggi al 135% della capienza.
La risposta delle opposizioni alle parole del Ministro Nordio è stata durissima, trasformando l’Aula della Camera in un vero e proprio tribunale politico. Ecco la sintesi delle principali reazioni:
1. MOVIMENTO 5 STELLE: “SUSSULTO DI DIGNITÀ E DIMISSIONI”
Il M5S ha guidato l’attacco frontale. Il deputato Alfonso Colucci ha rivolto a Nordio un appello diretto: “La sua coscienza dovrebbe portarla a dimettersi immediatamente. Abbia un sussulto di dignità e si alzi da quella poltrona”. I pentastellati accusano il Guardasigilli di aver usato Delmastro e Bartolozzi come paraventi: “Perché avete deciso di cacciarli solo ora? Perché 15 milioni di italiani hanno bocciato la vostra riforma”.
2. PD: “NORDIO È UN MINISTRO DIMEZZATO”
Per il Partito Democratico, la permanenza di Nordio è il segno di un governo “allo sbando”. Elly Schlein ha definito le manovre a Via Arenula come la ricerca di “capri espiatori facili per una sconfitta che è tutta di Giorgia Meloni”. Secondo i dem, il fatto che Nordio rivendichi la fiducia della Premier nonostante il fallimento referendario dimostra un “totale distacco dalla realtà e dal volere popolare”.
3. AVS: “TEATRINO INDEGNO”
Nicola Fratoianni (AVS) ha parlato di un “indegno teatrino” che ha tenuto sotto scacco il Paese. Le opposizioni di sinistra sottolineano come la “fuga” dalle dimissioni di Nordio, unita al ritardo di quelle della Santanchè, descriva un governo “indebolito e delegittimato”.
4. IL NODO DELLE CARCERI: “PROMESSE PER COPRIRE IL FALLIMENTO”
Sulla proposta di Nordio dei 900 milioni per l’edilizia carceraria, le opposizioni sono state scettiche. Le critiche si sono concentrate sulla cronicità dell’emergenza: accusano il governo di aver ignorato i suicidi in carcere e il sovraffollamento fino a quando non è servita una “distrazione” politica. Definiscono il piano “fumo negli occhi” per evitare di discutere del fallimento della riforma sulla separazione delle carriere.