La segretaria del Pd al Corriere: «Delegittimare i giudici incrina la fiducia nello Stato. La separazione delle carriere? Esiste già, non si cambia la Carta per 20 persone l’anno»
Non si placa lo scontro sulla giustizia. All’indomani del richiamo alla concordia istituzionale del Presidente Mattarella, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, alza il tiro contro Palazzo Chigi. In un’intervista al Corriere della Sera, la leader dem accusa la Premier di aver ignorato deliberatamente l’appello del Quirinale, proseguendo in una strategia di attacco sistematico verso l’ordine giudiziario.
«Meloni ignora il Capo dello Stato»
«Il Presidente ha fatto un discorso di altissimo profilo – sottolinea Schlein – ma poche ore dopo Meloni ha postato l’ennesimo video contro i giudici, il terzo in pochi giorni». Secondo la segretaria dem, il tentativo della Premier di denunciare una «lotta nel fango» sarebbe un paradosso: «Basta guardare i canali social di Fratelli d’Italia: ogni giorno pubblicano attacchi contro i magistrati per singole sentenze o presunti legami politici. Delegittimare un potere dello Stato è pericoloso per la democrazia».
Il merito della riforma: «No alla separazione delle carriere»
Entrando nel vivo del quesito referendario del 22 e 23 marzo, Schlein contesta la necessità della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri:
- La riforma Cartabia: «La separazione c’è già: un magistrato può cambiare funzione una sola volta nella vita. Parliamo di al massimo 20 persone l’anno. Non si cambia la Costituzione per numeri così esigui».
- Il rischio “super poliziotti”: Per il Pd, spaccare il Csm in due e introdurre il sorteggio per i componenti trasformerebbe i PM in agenti slegati dalla cultura giurisdizionale, mettendo a rischio l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Il parallelo con gli USA: Trump e i dazi
Schlein sposta poi l’attenzione sulla politica estera, citando la recente bocciatura dei dazi di Donald Trump da parte della Corte Suprema americana: «La Corte ha dimostrato che ogni potere incontra un limite. Meloni farà un video anche contro i giudici americani o difenderà gli interessi nazionali?». La segretaria accusa la Premier di «subalternità» verso il Tycoon, una posizione che a suo dire l’Italia starebbe pagando «a caro prezzo».
Unico spiraglio di dialogo riguarda il recente decreto bollette varato dal governo. Schlein riconosce come «elemento positivo» le norme sui contratti a lunga durata e il ruolo dell’acquirente unico.
“Qui a Firenze parleremo di salario minimo, di contrasto alla precarietà, la nostra proposta di salario minimo che il governo continua a ostacolare e quello che serve per far ripartire l’impresa ed essere di aiuto ai nostri agricoltori e ai nostri imprenditori per recuperare competitività e produttività. Questo è il punto di tenere insieme il percorso di ascolto con la campagna referendaria. Non vogliamo permettere a Giorgia Meloni di continuare dal suo profilo social a sembrare una rivista di cronaca giudiziaria mentre ignorano i problemi sociali ed economici del Paese, che purtroppo sono tanti e richiedono risposte urgenti”. Lo ha dichiarato la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, a Firenze, a margine dell’inziativa “L’Italia che riparte”, al teatro Niccolini, promossa dal Pd nazionale e da quello toscano.
“Si stanno occupando di tutto – ha aggiunto Schlein – salvo che dei problemi concreti che le famiglie italiane vivono, con un carovita sempre più forte, i prezzi sono aumentati del 25% negli ultimi 4 anni mentre i salari degli italiani sono scesi di 9 punti percentuali”.