La candidatura di Pasquale Tridico alla presidenza della Regione Calabria, annunciata dal presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha subito scatenato una serie di reazioni nel centrosinistra. Un’investitura che, secondo Conte, rappresenta “il punto di partenza per il lavoro di una coalizione seria”, volta a sfidare il “malgoverno del centrodestra”. L’ex presidente dell’Inps, elogiato da Conte per la sua “professionalità e rettitudine morale”, è il primo tassello di un programma che si concentrerà su sanità, giustizia sociale e rilancio del Mezzogiorno.
Tuttavia, il volto sorridente di Conte stride con la frustrazione di Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi Sinistra (Avs). In un’intervista a La Stampa, Fratoianni ha lamentato un “metodo diverso” e una mancanza di “equilibrio nelle scelte” all’interno della coalizione. Pur confermando il pieno sostegno a Tridico, ha messo in discussione la dinamica tra M5S e Partito Democratico, temendo che questa possa ridurre gli spazi di visibilità per Avs e non tenere in considerazione le sue proposte. “Così non può funzionare”, ha tuonato Fratoianni, che ha chiesto un “luogo stabile di discussione” per affrontare le questioni in modo più condiviso, avvertendo che altrimenti “perderemo”.
Il caso Calabria non è che l’ultimo dei “buchi neri” che affliggono il cosiddetto “campo largo” in vista del voto d’autunno. Con l’ufficializzazione di Tridico e l’eccezione della Valle d’Aosta, restano in stallo le candidature in Puglia e Campania. In entrambi i casi, le partite si annunciano complesse e delicate, nonostante il centrosinistra parta favorito.
La Campania è il vero banco di prova. Dopo dieci anni di regno di Vincenzo De Luca, la candidatura dell’ex presidente della Camera Roberto Fico (M5S) è congelata in attesa del via libera di tutti, in primis del governatore uscente. La soluzione potrebbe arrivare da un’altra trattativa: la scelta del prossimo segretario regionale del Pd. L’ipotesi è che il consenso alla candidatura del figlio di De Luca, Piero, possa ammorbidire le resistenze del governatore e far sbloccare la situazione. La data del voto, si sussurra, potrebbe essere a fine novembre.
Anche in Puglia il candidato c’è, ma è fermo ai blocchi. Antonio Decaro, sindaco uscente di Bari, ha dato la sua disponibilità, ma a una condizione: “zero intralci”. Il riferimento è alla possibile candidatura dei due ex presidenti regionali, Michele Emiliano (uscente) e Nichi Vendola, che puntano a tornare in Consiglio. L’attesa è tutta su una mediazione che convinca Emiliano a rinunciare alla sua candidatura o a trovare un ruolo alternativo.
Anche il centrodestra arranca sul fronte delle candidature. A parte i governatori uscenti Francesco Acquaroli nelle Marche e Roberto Occhiuto in Calabria, le altre posizioni sono ancora in alto mare. Il risiko più complesso riguarda il Veneto, dove il governatore Luca Zaia, al suo ultimo mandato, ha smentito di voler fare da capolista per la Lega in tutti i collegi. Il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia continua, in attesa di un vertice nazionale che tarda ad arrivare.
In Toscana, dove si voterà a ottobre, manca ancora l’ufficialità per Alessandro Tomasi di FdI. In Campania, la contesa è tra il meloniano Edmondo Cirielli, il civico Giosy Romano (preferito da Forza Italia) e Mara Carfagna, il nome sul tavolo dei moderati. In Puglia, infine, Forza Italia spinge per il suo segretario regionale Mauro D’attis, che aspetta il sigillo finale. La partita delle candidature è ancora lunga e il tabellone dei nomi è tutt’altro che completo.