Il dibattito sulle prossime elezioni regionali si infiamma, con le dichiarazioni dei leader politici che puntano i riflettori sulla Toscana, pur con prospettive diverse. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, e Matteo Renzi, di Italia Viva, hanno espresso le proprie visioni sul futuro della coalizione e sui candidati, in particolare riguardo alla posizione del presidente uscente Eugenio Giani.
A margine di un evento alla Camera, Giuseppe Conte ha ribadito la posizione del M5S sulla Toscana. “Quando valutiamo le coalizioni sui territori non poniamo mai questioni di poltrone, di posizioni nostre,” ha affermato Conte. “Noi poniamo questioni politiche serie. Noi veniamo da un’opposizione al quinquennio di Giani e abbiamo chiesto dei forti segnali di rinnovamento.”
Il leader pentastellato ha sottolineato che la palla ora è nelle mani del Partito Democratico. “Adesso valuteremo se questi segnali arrivano, alla luce anche dei confronti che stanno facendo all’interno del Pd, perché è una questione innanzitutto giocata all’interno del Partito democratico.” Conte ha insistito sulla necessità di un “vero rinnovamento” per giustificare una corresponsabilità nel nuovo governo regionale, facendo leva sulle richieste emerse dalle assemblee territoriali del Movimento, come già accaduto per Marche e Veneto.
Di tutt’altro avviso Matteo Renzi, che, rispondendo ai giornalisti a margine di un’iniziativa di Italia Viva contro il caro vita a Roma, ha minimizzato la questione toscana. “In Toscana non mi pare un grande problema,” ha dichiarato Renzi, spostando l’attenzione su un’altra regione. “Il problema vero è nelle Marche, dove si gioca la partita chiave.”
Secondo l’ex premier, i risultati in Toscana, Campania, Puglia e Veneto sarebbero “abbastanza immaginabili”, mentre “la vera incognita sono le Marche”. Interrogato sulla possibilità di una vittoria in Toscana anche senza Giani, Renzi si è mostrato fiducioso: “In Toscana si vince, in Campania si vince, in Puglia si vince, nelle Marche si vincerà.” Sul Veneto, ha scherzato: “Per i miracoli ci stiamo attrezzando, anche se Manildo è molto bravo.”
La partita toscana, dunque, si preannuncia come un banco di prova significativo per le dinamiche interne al centrosinistra, con il Movimento 5 Stelle che spinge per un cambio di passo e Italia Viva che, pur senza ostacolare, guarda con maggiore interesse ad altri scenari regionali.