Un quadro macroeconomico fragile, appesantito dall’escalation geopolitica nel Golfo Persico, che rischia di tagliare un punto di PIL all’Eurozona e di far schizzare nuovamente l’inflazione oltre il 6%. È lo scenario a tinte fosche delineato dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle sue attesissime Considerazioni finali pronunciate a Palazzo Koch in occasione della presentazione della Relazione annuale.
Davanti a una platea di banchieri, economisti e rappresentanti delle istituzioni, il numero uno di via Nazionale ha tracciato la rotta per il sistema Paese: investire massicciamente sui giovani, cavalcare la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale per colmare il deficit storico di produttività e accelerare la transizione energetica per azzerare la dipendenza dall’estero.
Lo shock del Golfo e lo spettro del carovita: «A giugno decideremo»
L’analisi di Panetta parte dall’impatto economico del conflitto in Medio Oriente, definendo lo Stretto di Hormuz un collo di bottiglia i cui costi di trasporto e assicurazione rimarranno alti a lungo.
Se le ostilità dovessero prolungarsi nel biennio 2026-27, lo shock energetico potrebbe sottrarre un punto percentuale alla crescita europea, spingendo la dinamica dei prezzi ben oltre gli obiettivi prefissati. Un pericolo che, secondo il Governatore, richiederà una stretta vigilanza per evitare una pericolosa spirale prezzi-salari.
Fabio Panetta: «La politica monetaria non può evitare che il rincaro dell’energia si trasmetta al sistema produttivo, ma deve impedire che questo processo metta radici nelle aspettative di imprese e lavoratori. Il Consiglio direttivo della BCE deciderà in giugno sulla ricalibrazione dei tassi, basandosi sulle nuove proiezioni e sui dati disponibili».
La ricetta per l’Italia: Produttività, IA e Nucleare
Nonostante dal 2019 l’economia italiana abbia mostrato resilienza crescendo di oltre il 6% (facendo meglio della Germania), lo slancio si sta attenuando sotto il peso della frenata del commercio globale e della crisi demografica. Per Panetta la sfida non è più rinviabile: con una popolazione attiva in forte calo, la crescita non può più dipendere dal numero di occupati, ma dalla loro efficienza.
- La leva dell’IA: L’Intelligenza Artificiale non è più in fase sperimentale. Secondo le stime di Bankitalia, una diffusione rapida e pervasiva dell’IA potrebbe far impennare la produttività del lavoro in Italia di oltre 1 punto percentuale all’anno (0,2% in caso di adozione lenta). Panetta avverte però sui costi sociali della transizione: «I benefici rischiano di concentrarsi su chi ha competenze elevate, accentuando le disuguaglianze. Serve riqualificare i lavoratori più esposti».
- Autonomia energetica: Bisogna accelerare su rinnovabili e reti. Il Governatore ha inoltre aperto una finestra sul futuro energetico: «Le nuove tecnologie in via di sviluppo sul nucleare meritano un’attenta valutazione, e va in questa direzione anche l’esame del disegno di legge delega in corso in Parlamento».
- Meno garanzie pubbliche: Un richiamo anche al mercato del credito. I prestiti assistiti da garanzie dello Stato rappresentano ancora un quinto degli impieghi alle imprese italiane (il triplo della media UE). Per via Nazionale è il momento di un rientro graduale: «In condizioni ordinarie l’eccesso di garanzie pubbliche altera l’allocazione delle risorse; il sostegno va riservato solo alle aziende meritevoli in reale difficoltà».
Risparmio: crollano i depositi, volano i BTP e i fondi esteri
La Relazione annuale fotografa anche una profonda mutazione nel modo in cui le famiglie italiane gestiscono la propria ricchezza finanziaria. La combinazione tra inflazione e ricerca di rendimento ha spinto gli italiani a svuotare i conti correnti liquidi a caccia di porti più redditizi.
| Strumento Finanziario | Peso nel Portafoglio delle Famiglie | Trend / Nota Chiave |
| Azioni e Quote di Fondi | > 45% | Rimane la componente principale, ma le azioni quotate sono per 2/3 domestiche. |
| Depositi e Conti Correnti | 21,6% | Minimo storico dal 2007. Crolla la liquidità ferma in banca. |
| Titoli di Stato (BTP) | + 30 Miliardi di euro | Boom guidato dalle emissioni retail (Valore, Cuor di Stato), che coprono il 35% dei titoli pubblici in mano alle famiglie. |
| ETF (Exchange Traded Funds) | ~ 39 Miliardi di euro | Masse raddoppiate negli ultimi 5 anni, anche se la quota sul totale dei fondi resta al 4%. |
| Fondi Pensione | 5,3% | Quota marginale, frenata dalla forte previdenza pubblica e scarsa informazione. |
In questo scenario, Bankitalia lancia un monito sulle disuguaglianze: la componente che incide maggiormente nei portafogli dei nuclei più abbienti è ormai rappresentata dalle azioni non quotate e dalle partecipazioni societarie dirette, evidenziando una forbice della ricchezza sempre più ampia nel Paese.