Il lungo e piu’ volte applaudito il discorso del segretario dimissionario all’assemblea del Pd all’hotel Parco dei Principi a Roma non ha convinto la minoranza del Pd. Nonostante gli appelli per non arrivare alla scissione pesano le parole dei dissidenti. Solo Emiliano lascia aperta una porta convinto che la soluzione sia ‘a portata di mano’. Tra le cose dette da Renzi: ‘peggio della parola scissione, c’e’ la parola ricatto’ e ‘non e’ accettabile che si blocchi un partito per i diktat della minoranza’. Poi l’appello: ‘si discuta oggi, ma ci si rimetta in cammino’. Subito dopo Epifani: ‘Noi ci aspettavamo un proposta, il segretario ha tirato dritto’. Fassino ribadisce: ‘Il Pd e’ la casa di tutti, confrontiamoci’. Anche Veltroni dice ‘no alla scissione, il partito ha bisogno di voi’. Stumpo ribatte: ‘cosi’ non si va avanti ma aspettiamo la fine’. Anche da Franceschini l’invito: ‘non consumate tutto oggi: c’e’ tempo’. Dopo aver ascoltato il discorso di Renzi e degli esponenti di maggioranza, la minoranza resta pero’ sulle sue posizioni. Bersani spiega: ‘aspettiamo la replica ma Renzi ha alzato muro’. Martina avvisa: scissione non aiuta ne’ il governo ne’ il centrosinistra. Orfini annuncia che ‘partira’ automaticamente il congresso’.
Lungo e piu’ volte applaudito il discorso del segretario dimissionario all’assemblea del Pd all’hotel Parco dei Principi a Roma. ‘Peggio della parola scissione, c’e’ la parola ricatto’, ha detto Matteo Renzi, ‘non e’ accettabile che si blocchi un partito per i diktat della minoranza’. Poi l’appello: ‘si discuta oggi, ma ci si rimetta in cammino’, anche perche’ chi guarda da fuori non capisce, ‘ci prende per matti’. Subito dopo l’intervento di Epifani: ‘Noi ci aspettavamo un proposta, il segretario ha tirato dritto’. Fassino alla minoranza: ‘Il Pd e’ la casa di tutti, confrontiamoci’. Anche Veltroni dice ‘no alla scissione, il partito ha bisogno di voi’. Il bersaniano Stumpo ribatte: ‘cosi’ non si va avanti ma aspettiamo la fine’. Anche da Franceschini l’invito a non arrivare alla rottura: ‘non consumate tutto oggi: c’e’ tempo’. Dopo aver ascoltato il discorso di Renzi e degli esponenti di maggioranza, la minoranza resta sulle sue posizioni. Bersani spiega: ‘aspettiamo la replica ma Renzi ha alzato muro’. Martina avvisa: scissione non aiuta ne’ governo ne’ il centrosinistra. Non essendo state presentate candidature alla segreteria Orfini ha annunciato che ‘partira’ automaticamente il congresso’.
“Non si può chiedere a una persona di non candidarsi perché solo questo evita scissione”. Lo dice Matteo Renzi all’assemblea del Pd. “Avete il diritto di sconfiggerci, non di eliminarci”. A chi in questi tre anni “ha pensato si stava meglio quando si stava peggio, non dico che siamo nemici e neanche avversari ma dico mettetevi in gioco, non continuate solo a lamentarvi e non potete chiedere a chi si dimette di non candidarsi perché è l’unico strumento con cui si evita la scissione. Non è una regola del gioco democratico”, aggiunge Renzi.
“Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere, di criticare, di litigare. Non abbiamo avuto una settimana ‘pulita’” dalle polemiche, “una settimana netta, bianca”. A coloro ci hanno criticato per tre anni non dico noi siamo nemici”. Lo ha detto il segretario Pd Matteo Renzi aprendo l’assemblea del partito.
“Fuori da qui c’è un mondo che chiede risposte nuove”. Lo ha detto Matteo Renzi, all’assemblea del Pd. Persone “normali” ma anche “tanti sindaci e amministratori – ha aggiunto – che uscendo dalla cultura della rassegnazione e lamentazione provano a dare risposte ai cittadini. Questa è una botta a populismo e antipolitica, questo il modo con cui il Pd può portare una speranza. Tutti si sentono a casa nel Pd, liberi di discutere e criticare, ma se tutte le settimane c’è occasione di critica, qualcosa che non va, non abbiamo avuto una settimana netta in questi tre anni”.
Non è ammissibile che si dica “tu no, non sei della nostra comunità”, per questo Matteo Renzi non rinuncia a candidarsi alla segreteria Pd. Parlando all’assemblea del partito, il segretario ha spiegato: “Avete il diritto di sconfiggerci, non avete il diritto di eliminarci. Questo è un punto che vale l’idea stessa di una comunità democratica”. Per Renzi “accettare oggi che si possa dire di no a una candidatura, che si possa eliminare un problema eliminando una persona significa far passare l’idea che torniamo al modello di partito in cui si sta insieme contro qualcuno. Noi stiamo insieme perché abbiamo un progetto, non accetteremo mai, mai e poi mai di consentire a qualcuno di dire: tu no, non sei della nostra comunità. La nostra voce, il nostro verbo, è venite, non andate”.
” Gianni Cuperlo è venuto al Nazareno e mi ha chiesto ‘segretario fai un atto di gentilezza, dimettiti e dai inizio al congresso’. Michele Emiliano ha lanciato una raccolta firme ed è andato in Tv e ha detto che sarebbe arrivato alle carte bollate. Lo stesso Speranza. Poi Massimo D’Alema ha detto ‘o congresso o scissione. io soffro quando sento parlare di scissione e mi sembrava anche un ricatto”. “Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere, ma se tutte le settimane c’e’ qualcosa che non va, io dico: mettetevi in gioco, non continuate soltanto a lamentarvi”. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo RENZI, aprendo l’assemblea nazionale. “A chi chiede a un segretario dimissionario di non candidarsi piu’ altrimenti c’e’ la scissione” ha aggiuntoRENZI “dico: questa non e’ una regola del gioco democratico”.
“Joseph Conrad scriveva cento anni fa Linea d’ombra: ‘si va avanti allegri e frementi riconoscendo le orme di chi ci ha preceduto, accogliendo il bene e il male, la variopinta sorte comune che offre tante possibilita’ a chi le merita o ha fortuna’. Il tempo va avanti, per lasciarsi alle spalle anche le ragioni della prima gioventu’. Si va avanti perche’ ce lo chiede l’Italia, per cui fa la coda alle primarie, perche’ questo non e’ un partito di petrolieri e finanzieri, perche’ ha voglia di giustizia e uguaglianza e se deve cambiare qualcosa lo fa sulla base di cio’ che scrivono gli iscritti e non i gruppi dirigenti”, dice Matteo Renzi all’assemblea Pd. “Se deve cambiare qualcosa il partito lo fara’ sulla base di quello che dicono gli iscritti non dei caminetti. Scusatemi se abbiamo zigzagato in questi mesi. Ora la ripartenza sara’ al Lingotto. Tante sono le sfide. Noi cerchiamo di cambiare le cose con il sorriso sulle labbra. Si va avanti allegri e frementi”.
Matteo Renzi punzecchia Massimo D’Alema, pur senza nominarlo, all’assemblea del Pd. “Sinistra – ha detto – non è come quello che diceva ‘capotavola è dove mi metto io'”, una battuta attribuita, in passato, a D’Alema. “Sinistra – ha detto ancora il segretario dimissionario – è dove c’è inclusione, rispetto gli uni verso gli altri, ma anche dove si definiscono nuovi aspetti delle periferie”.
“Voglio fare un appello: basta con la discussione e le polemiche sul governo, vorrei un applauso per Paolo Gentiloni e per quello che stanno facendo i suoi ministri. Perché è impensabile che si trasformi il Congresso in un Congresso sul governo, sarebbe un errore allucinante per tutti”, ha detto Renzi.
Dopo che Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni da segretario del Pd, nell’assemblea del partito entro le 13.30 sara’ possibile presentare candidature per eleggere un successore gia’ oggi. Lo prevede lo statuto Pd. Le regole dispongono infatti che sia possibile eleggere subito in assemblea un altro segretario (cosi’ fu per Guglielmo Epifani e Dario Franceschini) e a quel punto il congresso si terrebbe alla scadenza naturale, a dicembre. Servono 117 firme di delegati per presentare una candidatura e Matteo Orfini, ha fissato il termine per farlo alle 13.30. Se non ci saranno candidati o se nessuno riuscira’ ad avere una maggioranza, il presidente del Pd procedera’ alla convocazione del congresso anticipato, che deve concludersi entro 4 mesi da oggi. In assemblea intanto, comunica Orfini, e’ stato raggiunto il numero legale delle presenze: ci sono 637 accreditati sui circa mille delegati.