Dal “pugno di ferro” invocato da Matteo Renzi alle “navi da affondare” di Matteo Salvini: il dibattito sulle Ong, le organizzazioni non governative, che operano nel Mediterraneo continua ad accendersi. Ieri era stato il senatore del Partito Democratico, Stefano Esposito, a suscitare polemiche dicendo che “le Ong operano in maniera ideologica col solo fine di salvare vite umane. Noi non possiamo permettercelo”. E questa mattina, cercando di interpretare anche il pensiero dle ‘suo’ senatore, Renzi ha rilanciato con l’immagine del pugno di ferro contro quelle Ong che hanno contatti con gli scafisti.
A stretto giro, il leader del Carroccio rilancia: “Sequestrare le navi delle Ong che hanno chiamato, aiutato e protetto gli scafisti? No, non sequestrarle: affondarle”. E, subito dopo, rimarca come a suo modo di vedere sia una incongruenza parlare di “pugno di ferro” e insistere sullo Ius Soli: “Mentre emerge che alcune ONG lavoravano con gli scafisti (come denunciato da tempo dalla Lega) l’incapace Renzi insiste: Ci vuole lo Ius soli. Cioe’ cittadinanza, voto, casa e lavoro per tutti gli immigrati. Folle e razzista, lo fermeremo”. Ma, al di la’ di Salvini, le parole del segretario Pd hanno provocato una pioggia di reazioni.
Il Movimento 5 Stelle, tra i primi a sollevare il tema dei rapporti delle Ong con gli scafisti, definisce Renzi, nell’ordine, “una faccia di bronzo”, “un ipocrita” e “un pappagallo”. Ricorda infatti Luigi Di Maio che i principi enunciati da Renzi “noi li abbiamo gia’ messi nero su bianco in una proposta di legge a prima firma Alfonso Bonafede. Invece di rilasciare interviste qua e la’ si chiami il suo partito e gli chieda di portare in aula la nostra Pdl, che prevede di attribuire alle unita’ nel Mediterraneo i poteri dell’autorita’ giudiziaria”, conclude il vice presidente della Camera.
Dura con il leader dem, anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che lo definisce “ridicolo” e sottolinea come l’idea lanciata da Renzi di contingentare gli sbarchi “e’ una cosa che si chiama decreto flussi e che il governo italiano ha annullato perche’ tutte le quote di immigrazione sono coperte da chi entra illegalmente attraverso gli scafisti” lasciando fuori “chi volesse entrare in Italia, ad esempio, dalle Filippine”. In questo innalzamento continuo dei toni si inserisce la Caritas che con il suo presidente, l’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, sottolinea: “Se la ong Jugend Rettet ha davvero agito nel modo descritto, si trovera’ sola. Ma attenzione a fare di tutta l’erba un fascio”. Non solo: il cardinale Montenegro invita anche “a riflettere e a non imporre codici di comportamento che non in tutto e per tutto possono essere accettati”.