La Commissione Affari Europei di Montecitorio frena sul decreto di recepimento dell’AI Act dopo il blitz al Senato. Esplode la protesta dell’opposizione per il rinvio richiesto dalla maggioranza. Da Bruxelles la replica del portavoce: “Il tracciamento biometrico negli spazi pubblici è proibito dall’anno scorso”.
Frena bruscamente alla Camera l’iter del controverso decreto legislativo sull’impiego dei sistemi di riconoscimento facciale e intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia. Dopo l’accelerazione di ieri al Senato – con il via libera arrivato tra le proteste delle opposizioni – la Commissione Affari Europei della Camera ha rinviato l’espressione del proprio parere sul provvedimento, mentre nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di entrambi i rami del Parlamento l’esame prosegue al momento senza stop.
Il rinvio a Montecitorio e l’attacco dell’opposizione
A richiedere il rinvio del voto è stata la stessa maggioranza di centrodestra. Una scelta che ha subito provocato la reazione delle forze di opposizione, che denunciano spaccature e pressioni dell’esecutivo sul testo base.
- Marianna Madia (Iv-Casa Riformista): “Il rinvio del voto in commissione è un fatto gravissimo. La maggioranza si è svegliata chiedendo uno stop imprevisto al parere in cui la relatrice teneva conto delle criticità emerse nelle audizioni. Il parere evidenziava dubbi e dunque non era gradito. La maggioranza sembra una caserma che deve seguire i diktat di Palazzo Chigi: si rischia di creare uno stato di polizia e un ‘Grande Fratello’ per tutti”.
- Sandro Ruotolo (Pd): “Il rinvio dimostra che questo provvedimento è tutt’altro che convincente. Il Governo dovrebbe cogliere l’occasione per fare un passo indietro e ritirarlo, invece di trascinare l’Italia verso un nuovo scontro con l’Unione europea. La sicurezza non si costruisce comprimendo le libertà dei cittadini. Se l’Italia approverà una disciplina incompatibile con l’AI Act, ne risponderà a Bruxelles”.
La posizione della Commissione Europea: “Divieto già in vigore”
Sulla vicenda è arrivata nel pomeriggio anche la presa di posizione della Commissione Europea, con le dichiarazioni del portavoce per il digitale Thomas Regnier durante il briefing giornaliero con la stampa:
“Il riconoscimento facciale in spazi pubblici accessibili è proibito secondo la legge europea sull’intelligenza artificiale: questo divieto vige già dall’anno scorso, e non vogliamo un controllo pubblico su dove ci troviamo”, ha ricordato Regnier, pur precisando di non essere a conoscenza di tutti gli specifici dettagli tecnici del decreto in discussione in Italia.