Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è intervenuto oggi alla sedicesima edizione del ‘Salone della Giustizia’ per difendere con vigore gli aspetti centrali della sua riforma costituzionale, in particolare l’introduzione del sorteggio per la nomina dei membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
Nordio ha sostenuto che la proposta del sorteggio gode di un consenso significativo all’interno della magistratura stessa. “Tanti magistrati dicono che il sorteggio è giusto,” ha affermato il Ministro, aggiungendo che l’accordo proviene soprattutto da “quelli che sono vittime della spartizione correntizia”.
Il Ministro ha poi respinto le critiche sull’inopportunità del sorteggio, ricordando che esso fa parte della “nostra tradizione giuridica” e che i sorteggiati, in questo caso, sarebbero scelti esclusivamente tra persone già altamente qualificate.
“Il sorteggio non avviene tra i passanti di strada, avviene nell’ambito di un canestro dove per definizione tutte le persone sono preparate, intelligenti e oneste.”
Riguardo alla separazione delle carriere, Nordio ha riconosciuto una maggiore “compattezza” nella critica da parte dei magistrati, spiegandola con il fatto che chi entrava in magistratura era consapevole di avere il fringe benefit di poter cambiare sede e funzione a piacimento.
A margine dell’evento, Nordio ha replicato duramente alle accuse, mosse da una parte della magistratura e dell’opposizione, che la sua riforma sia un “attentato alla Costituzione”. “Siamo all’ossimoro. Come si fa a parlare di attentato alla Costituzione, non si può attentare alla Costituzione attraverso una legge costituzionale prevista dalla stessa Costituzione. Siamo nell’ambito della schizofrenia.”
Il Ministro ha deplorato la strumentalizzazione politica della giustizia, avvertendo che se la magistratura si aggrega alla politica “nella lotta elettorale… perderebbe il connotato di imparzialità e indipendenza”. Ha espresso l’amarezza per le “accuse insignificanti” che gli vengono rivolte, auspicando che “questa aggressività verbale da parte della magistratura cessi” e che il dibattito si mantenga in “termini razionali, in termini pacati, in termini giuridici”.
Le dichiarazioni del Ministro hanno suscitato l’immediata replica della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, al termine di una riunione dei gruppi parlamentari del PD. Schlein ha bocciato la riforma, affermando che essa non apporta alcun beneficio al funzionamento della giustizia né alla velocità dei processi, citando le ammissioni dello stesso Nordio.
“Cosa fa questa riforma per migliorare la loro vita? Niente. Per migliorare il funzionamento della giustizia in Italia? Niente… La separazione delle carriere c’era già. Parliamo di 20 persone su 9.000 magistrati che passano in un anno a fare sia una cosa che l’altra. Questo rendeva necessaria una riforma della Costituzione?”
Secondo Schlein, il vero obiettivo della maggioranza è “incidere sugli equilibri della Costituzione” messi a garanzia dei diritti dei cittadini. La segretaria dem ha posto un quesito diretto agli elettori in vista del referendum:
“Se un cittadino pensa che un giudice debba obbedire a chi governa allora può votare a favore di questa riforma. Se pensa che anche chi governa debba rispettare come tutti rispettare le leggi e la Costituzione allora voterà no. Di questo stiamo parlando.”