Entra nel vivo l’esame del disegno di legge sulla riforma elettorale all’indomani dell’approvazione del testo alla Camera e con l’avvio dell’iter in Commissione Affari Costituzionali al Senato.
Mentre all’interno della maggioranza si discute sul reinserimento delle preferenze e sull’ipotesi del ballottaggio al Senato, fa discutere una proposta di legge presentata dalla Lega che punta a vietare l’uso di lingue straniere nei comizi e nella propaganda elettorale.
1. Il dibattito nella maggioranza: la questione Preferenze
Il dibattito tra gli alleati di governo si concentra sul ritorno al voto di preferenza e sulla stabilità dell’esecutivo.
Antonio Tajani e Deborah Bergamini (Forza Italia)
- Stabilità al primo posto: Per il vicepremier Tajani la legge approvata alla Camera garantisce già la necessaria stabilità politica. Forza Italia si dichiara disponibile a valutare eventuali emendamenti degli alleati al Senato senza pregiudizi, ribadendo che “le preferenze non sono la chiave di tutto”.
- Il nodo della parità di genere: La vicesegretaria azzurra Deborah Bergamini precisa che, pur non essendo le preferenze il punto decisivo, il parere favorevole espresso alla Camera era condizionato alla tutela della rappresentanza femminile. Eliminare i meccanismi di alternanza di genere significherebbe far arretrare il Paese sulle politiche di conciliazione e parità salariale.
Mariastella Gelmini (Noi Moderati)
- L’emendamento al Senato: Gelmini annuncia che Noi Moderati ripresenterà l’emendamento per reintrodurre le preferenze anche al Senato: “Il vero antidoto all’astensionismo crescente sono le preferenze, per consentire ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti”.
2. Le accuse delle opposizioni: “Strategie di fine legislatura”
Sulle modifiche al sistema di voto si registra la dura reazione dell’opposizione:
- Riccardo Magi (+Europa): Sostiene che la maggioranza voglia cambiare le regole del gioco a fine legislatura solo per conservare il potere. Secondo il segretario di +Europa, l’ipotesi di un ballottaggio al Senato servirebbe unicamente a consentire alla destra di incassare al secondo turno i voti del partito del generale Vannacci.
3. La proposta della Lega: campagne elettorali solo in italiano
In Commissione Affari Costituzionali alla Camera è stata assegnata una proposta di legge targata Lega che introduce il divieto di svolgere la campagna elettorale in lingue diverse dall’italiano o da quelle tutelate dall’ordinamento.
Dettagli della PDL Lega
- Obiettivi dichiarati: Arginare la prassi di alcuni candidati di origine straniera di svolgere comizi o distribuire materiale elettorale esclusivamente nella propria lingua madre, rendendo incomprensibili le proposte alla gran parte degli elettori.
- Sanzioni: Viene prevista una sanzione amministrativa che va da 500 a 1.000 euro per le comunicazioni orali o scritte non effettuate in lingua italiana o tutelata.
La replica di Alleanza Verdi e Sinistra
- Luana Zanella (Capogruppo AVS alla Camera): Definisce la proposta “ridicola”, accusando Lega e Fratelli d’Italia di inseguire posizioni estremiste con una continua corsa a rincorrere il generale Vannacci.