Rallenta il progetto di revisione della legge elettorale da parte della maggioranza di governo. L’ipotesi di introdurre un meccanismo di ballottaggio al secondo turno per l’assegnazione del premio di maggioranza perde quota a causa delle forti riserve espresse da Lega e Forza Italia, mentre le opposizioni annunciano ostruzionismo e compattano i propri emendamenti in vista dei lavori parlamentari.
La frenata sul ballottaggio e le spaccature nella maggioranza
Sebbene l’ipotesi fosse caldeggiata da Palazzo Chigi per garantire la stabilità di governo ed evitare la dispersione di voti verso liste autonome, il fronte della maggioranza si presenta diviso:
- La Lega frena: Il Carroccio pretende una legge elettorale immediata che garantisca governabilità senza accordi di secondo turno: «Serve un sistema chiaro dove chi vince governa subito, senza accordi sottobanco».
- Forza Italia cauto: FI ha evitato di depositare emendamenti propri sul ballottaggio, preferendo un approccio prudente sulla stabilità delle coalizioni.
- L’emendamento Pera (FdI): Rimane formalmente aperto l’emendamento del senatore Marcello Pera (doppio turno se nessuna coalizione supera il 48% in entrambe le Camere ma con due forze sopra il 38%), riservato all’Aula per rinviare il nodo politico.
Lo scontro su preferenze, rappresentanza femminile e “norma anti-cespugli”
| Tema | Posizione Maggioranza | Reazione Opposizioni |
| Preferenze e Capilista | Deposito di un emendamento unitario per l’introduzione delle preferenze, che elimina tuttavia l’obbligo di alternanza di genere 60/40 tra i capilista. | Forte protesta: AvS, IV e Azione accusano la maggioranza di voler penalizzare la rappresentanza femminile («Una clava contro le donne»). |
| Soglia del 3% (Anti-cespugli) | Correzione in corso dell’emendamento (FdI-Lega-NM) che escludeva dal calcolo del premio i partiti sotto il 3%, a rischio di incostituzionalità. | Fronte comune: Il centrosinistra accusa la maggioranza di produrre norme «a proprio uso e consumo». |
| Emendamenti Opposizioni | Presentati quasi 700 emendamenti totali (oltre 650 dalle opposizioni, di cui 8 unitari). | Richiesto lo stop all’indicazione del premier, parità di genere 50/50 sui capilista ed eliminazione dei capilista bloccati. |
Il cronoprogramma dei lavori in Senato
- Apertura dibattito: Avvio della discussione generale in Commissione Affari Costituzionali con l’illustrazione degli emendamenti da parte dell’opposizione.
- Esame e votazioni: Fase di voto sulle modifiche proposta in Commissione entro il 9 settembre.
- Approdo in Aula: Discussione in Assemblea con voto finale previsto entro il 25 settembre.