La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento della maggioranza di centrodestra alla legge elettorale, introducendo un nuovo meccanismo di espressione delle preferenze per i collegi plurinominali. L’approvazione è avvenuta in un clima di forte scontro politico tra maggioranza e opposizioni.
Le nuove regole per le preferenze e le liste
La modifica approvata definisce le modalità di voto per gli elettori e la struttura dei listini:
- Fino a 3 preferenze (Capolista escluso): L’elettore dispone di un unico voto sulla scheda per la lista prescelta. Può esprimere fino a tre preferenze per i candidati del collegio plurinominale, ma esclusivamente tra i candidati che non sono capolista.
- Alternanza e parità di genere: Nel caso si esprimano più preferenze, queste devono essere destinate a candidati di sesso diverso (pena l’annullamento della seconda e terza preferenza).
- Composizione della lista: Ogni lista è composta da sette candidati (compreso il capolista) disposti rigorosamente secondo un ordine alternato di genere a pena di inammissibilità.
- Inammissibilità degli emendamenti: Il presidente della Commissione, Andrea De Priamo (FdI), ha dichiarato inammissibili 115 dei 697 emendamenti presentati per mancanza di reale portata modificativa.
Le reazioni delle forze politiche
| Schieramento | Posizione e Critiche |
| Opposizioni (PD, M5S, AVS, IV) | Denunciano una “forzatura” della maggioranza. Contestano la decisione di De Priamo di bloccare l’emendamento unitario della minoranza che proponeva vere preferenze per tutti gli eletti, un premio di maggioranza al 45% e la tutela di genere, accusando il centrodestra di voler creare un Parlamento di “nominati”. |
| Marcello Pera (FdI) | In un’intervista sul suo emendamento relativo al ballottaggio, l’ex presidente del Senato ha dichiarato che deciderà con la maggioranza se ritirarlo («Non metterò lo scolapasta in testa per fare l’eroe»). Pera ha criticato la freddezza degli alleati di centrodestra (Lega, FI, Noi Moderati), argomentando che il doppio turno servirebbe anche a arginare l’ascesa politica di Roberto Vannacci. |