“I rifugiati rendono più ricco il nostro Paese, che soffre un tasso demografico basso e quindi l’arrivo di giovani di talento e capacità, se governato con politiche serie, responsabili, lungimiranti e in maniera intelligente, arricchisce il nostro Paese”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, che in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato ha visitato il Centro di accoglienza Astalli, da 35 anni all’opera nel quartiere di San Saba a Roma.
Il Capo dello Stato ha quindi molto insistito sui concetti di collaborazione e complementarità per la gestione del fenomeno. E infatti “indispensabile” la “congiunzione tra il pubblico e il privato, tra gli Stati, le istituzioni e i loro organi e quello che la società civile esprime sul piano del rapporto con i rifugiati”, come dimostra appunto l’esperienza del Centro Astalli. Ma per MATTARELLA serve anche “un incontro semplice tra due realtà complementari: da un lato i Paesi di approdo, che sono Paesi con libertà, tutela dei diritti e benessere, a volte mal distribuito; dall’altro i rifugiati, che fuggono da guerre, persecuzioni, angherie, carestie”. A questo, ha quindi ribadito il Capo dello Stato ricordando la linea seguita dal nostro Paese, occorre aggiungere la “collaborazione” dell’Europa “che aiuti i Paesi di origine” dei migranti “a migliorare le loro condizioni”.
Solo così, ha ricordato MATTARELLA, sarà possibile “garantire tranquillità e sicurezza nell’accoglienza”. Impossibile infatti “far finta” che il “fenomeno non esista, illudendosi che basti un divieto di ingresso, una legge o qualche barriera sui confini”. “Ancor peggio” poi quando i “tentativi di chiusura sfociano nell’indifferenza”, anche perché l’Europa è “segnata dal rispetto della persona umana, ma questo principio non può essere a fasi alterne, non può valere solo per chi vive in Europa”. E “la solidarietà, il senso di rispetto della dignità della persona -ha concluso MATTARELLA- è alla base della nostra Costituzione e sarà sempre praticato”.