L’intelligenza artificiale si trova a un bivio storico: possiede il potenziale per diventare il più formidabile acceleratore di sviluppo della storia umana, ma rischia di sfuggire al controllo degli Stati prima che si riesca a normarla. È la sintesi del primo, attesissimo rapporto di valutazione pubblicato dal Panel Scientifico Internazionale Indipendente sull’IA, l’organismo globale istituito dall’ONU e composto da 40 scienziati ed esperti di primissimo piano a livello mondiale.
Il documento, diffuso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, viene pubblicato alla vigilia del Dialogo Inaugurale sull’IA in programma la prossima settimana a Ginevra, e fotografa un drammatico sfasamento temporale: i decisori politici hanno un disperato bisogno di prove scientifiche per scrivere le regole, ma quando queste prove diventano evidenti, potrebbe essere ormai troppo tardi per arginare i danni.
Il monito di Guterres: «Senza regole globali perderemo il controllo»
Presentando i risultati del Panel, António Guterres ha voluto calibrare con estremo realismo le due facce della stessa medaglia tecnologica, avvertendo i governi sulla necessità di un’azione coordinata e immediata:
António Guterres: «Se utilizzata correttamente, l’Ia potrebbe diventare il più potente motore di sviluppo, accelerando i progressi globali in ogni ambito. Tuttavia, il Panel è altrettanto lucido nell’evidenziare i danni che può causare. Più l’Ia avanza in assenza di regole condivise, minore sarà il peso che governi e cittadini potranno esercitare sugli esiti di questo processo».
La velocità dell’algoritmo contro la lentezza della politica
I due co-presidenti del Panel ONU – la giornalista premio Nobel per la Pace Maria Ressa e lo scienziato Yoshua Bengio (uno dei padri fondatori del moderno deep learning) – hanno lanciato un severo allarme sulla traiettoria evolutiva dei modelli generativi e dei sistemi autonomi.
«I rischi sono troppo elevati, e le forze commerciali e geopolitiche che stanno spingendo l’Ia in avanti non sono le stesse che ne garantiranno i benefici sociali», ha ammonito Maria Ressa.
Yoshua Bengio ha rincarato la dose sul piano prettamente tecnico: «La scienza attualmente non può garantire che, con il continuo aumento delle capacità computazionali, l’Ia non causerà danni catastrofici, sia in modo autonomo sia per mano di utenti malintenzionati. Per agire, i decisori politici devono comprendere a fondo questi sistemi, e questo Panel nasce proprio per offrire una base scientifica rigorosa, indipendente e condivisa». L’obiettivo dell’ONU a Ginevra sarà trasformare questo report nella spina dorsale di un futuro trattato o di un’authority internazionale di vigilanza sugli algoritmi.