Un volto biondo, tratti decisi e un cartiglio con lo stivale d’Italia tra le mani. Quello che doveva essere un semplice restauro nella storica Basilica di San Lorenzo in Lucina si è trasformato in un caso diplomatico e politico. Al centro delle polemiche un angelo – o una Vittoria alata – che secondo molti avrebbe le inequivocabili fattezze della premier Giorgia Meloni.
L’opera, situata nella cappella dedicata a Umberto II di Savoia, ha spinto il Vicariato di Roma ad avviare un’indagine interna. Il cardinale Baldo Reina, Vicario del Papa, ha espresso una condanna ferma contro ogni forma di “strumentalizzazione dell’arte sacra”: “Le immagini cristiane non possono essere oggetto di utilizzi impropri, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera.”
Secondo una nota ufficiale, la diocesi era al corrente di un restauro conservativo che non avrebbe dovuto “nulla modificare o aggiungere”. La trasformazione del volto del cherubino sarebbe stata dunque un’iniziativa autonoma del decoratore, mai comunicata agli organismi competenti.
L’autore dell’intervento è Bruno Valentinetti, 83 anni, sacrestano della basilica e decoratore autodidatta. Valentinetti, che già nel 2002 aveva lavorato nella stessa cappella, respinge ogni accusa di “omaggio politico”: “Chi dice che somiglia alla premier? Io ho restaurato ciò che c’era 25 anni fa, ricalcando i disegni originali”.
Valentinetti è difeso dal parroco, monsignor Daniele Micheletti, che pur ammettendo una “certa somiglianza”, prova a smorzare i toni: “Un tempo i pittori raffiguravano di tutto, dai committenti ai potenti”.
Reazioni: dall’ironia della Premier all’ira del PD
La politica non è rimasta a guardare. Se Giorgia Meloni ha scelto la via dell’ironia sui social (“Decisamente non somiglio a un angelo”), l’opposizione è sul piede di guerra. Il Partito Democratico, per bocca di Irene Manzi, ha chiesto l’intervento immediato del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, ipotizzando una violazione del Codice dei Beni Culturali per “alterazioni arbitrarie” su un bene tutelato.
Mentre il Ministero ha già disposto un sopralluogo tecnico per la prossima settimana, la basilica è diventata meta di un insolito pellegrinaggio di curiosi e turisti, divisi tra chi grida alla piaggeria e chi sorride davanti a quello che Valentinetti, con una punta di sarcasmo, definisce “un restauro venuto proprio bene”.