Nicușor Dan, sindaco centrista di Bucarest, ha conquistato la vittoria nelle cruciali elezioni presidenziali rumene. Il candidato indipendente filo-europeo ha ottenuto il 54,2% dei voti, superando di otto punti percentuali il suo principale rivale, George Simion, leader dell’Alleanza per l’Unità dei Romeni (AUR), partito di estrema destra.
La Commissione Elettorale Centrale ha confermato il risultato, che vede Simion, autoproclamato sostenitore di Donald Trump, fermarsi al 45,8%. Dan, al secondo mandato come sindaco della capitale e noto per la sua lotta contro la corruzione nel settore edilizio, ha dichiarato che la vittoria rappresenta un successo per “gli elettori che cercano un cambiamento profondo, istituzioni statali funzionanti, meno corruzione, un’economia prospera e una società basata sul dialogo, non sull’odio”.
Simion ha ammesso la sconfitta in mattinata, dopo aver inizialmente rivendicato la vittoria. “Potremmo aver perso una battaglia, ma non perderemo la guerra”, ha scritto su X. I suoi sostenitori avevano ricevuto messaggi che incitavano alla protesta in caso di “brogli” e a una “protesta nazionale” se la vittoria fosse stata “rubata al popolo rumeno”.
Gli analisti avevano definito queste elezioni come le più importanti nella storia post-comunista della Romania, con implicazioni significative per l’orientamento strategico, le prospettive economiche del Paese e l’unità dell’Unione Europea. La vittoria di Simion al primo turno, il 4 maggio, aveva portato alla caduta del governo di coalizione tra i Socialdemocratici di centro-sinistra e i Liberali di centro-destra (PNL).
Il nuovo presidente avrà il compito di nominare il prossimo Primo Ministro e di influenzare la formazione della nuova coalizione di governo. Simion, ex estremista ultranazionalista, vede il suo partito AUR come un “alleato naturale” del movimento MAGA statunitense. Nonostante il vantaggio iniziale al primo turno, i sondaggi degli ultimi giorni avevano previsto un avvicinamento tra i due candidati.
L’affluenza al ballottaggio ha raggiunto quasi il 65%, in significativo aumento rispetto al 53% del primo turno. Si è registrata una forte partecipazione dei giovani e dei rumeni residenti all’estero, un fattore che, secondo gli analisti, ha favorito la vittoria di Dan.