Donald Trump incassa una vittoria diplomatica e umanitaria, ma la guerra in Iran continua a logorare la sua presidenza e a spaccare il fronte conservatore negli Stati Uniti. Con un annuncio a sorpresa su Truth, il Tycoon ha ringraziato la leadership di Teheran per aver accolto la sua richiesta e deciso di non giustiziare le otto giovani prigioniere iraniane che avrebbero dovuto essere impiccate per aver protestato contro il regime. “Ottime notizie!”, ha esultato il Presidente, che ha condiviso le foto delle scampate all’impiccagione, tra cui la sedicenne Diana Taherabadi e la dottoressa Golnaz Naraghi.
IL GIORNO DELLE GIRAVOLTE: DALL’ULTIMATUM ALL’ESTENSIONE DELLA TREGUA
Il “salvataggio” delle otto prigioniere offre a Trump un momento di sollievo temporaneo dopo ore convulse alla Casa Bianca, segnate da scambi di accuse e giravolte sulla strategia militare:
- L’Ultimatum Collassato: Solo poche ore prima, Trump aveva minacciato che “molte bombe” avrebbero “iniziato a esplodere” in assenza di un accordo entro mercoledì.
- La Proroga Mediata: Di fronte al boicottaggio iraniano del vertice di Islamabad (“perdita di tempo”), Trump ha deciso di estendere il cessate il fuoco di altri “tre-cinque giorni”, accogliendo la richiesta di mediazione del Pakistan.
- Il Blocco Resta: L’estensione della tregua non significa la fine della pressione. Trump ha confermato di voler mantenere il soffocante blocco navale su Hormuz finché l’Iran non presenterà un’offerta concreta.
TRUMP ALL’ANGOLO: SCONTRO COL WSJ E CROLLO NEI SONDAGGI
La frustrazione del Presidente è esplosa contro i media conservatori che lo accusano di debolezza. “Non sono un fesso”, ha tuonato Trump contro il Wall Street Journal di Rupert Murdoch, colpevole di aver criticato la sua gestione del conflitto. La realtà politica, tuttavia, è spietata:
- Sondaggi a Picco: Quattro diverse rilevazioni (Reuters, Strength in Numbers, AP-NORC, NBC) indicano Trump in forte calo, tra il 33% e il 37% dei consensi.
- Incubo Midterm: Con le elezioni di metà mandato alle porte, prolungare una guerra profondamente impopolare rischia di far crollare definitivamente il Partito Repubblicano. I consiglieri più stretti confermano la volontà del Commander-in-Chief di archiviare il capitolo Iran a ogni costo per salvare le urne.
- Lo Spettro di Obama: L’ipotesi di un accordo “Taco-Trump” (un’uscita anticipata che concederebbe 20 miliardi di dollari all’Iran in cambio della sicurezza sulle scorte di uranio, simile a quello di Barack Obama) innervosisce il Presidente, che si scontra con i persistenti nodi delle sanzioni e dell’arricchimento dell’uranio.
IL PUNTO: DIPLOMAZIA SULL’ORLO DELL’ABISSO E LA “PUNIZIONE” NATO
La tregua si allunga, ma il blocco di Hormuz (con 28 imbarcazioni già respinte) e il sequestro della Touska (Teheran ne chiede il rilascio immediato) mantengono la regione sull’orlo della guerra totale. Mentre il FMI monitora la disciplina fiscale dell’Italia per blindare la spesa previdenziale (cedolino di aprile), Trump sfoga la sua rabbia anche contro gli alleati della NATO, colpevoli di non averlo aiutato in Iran. La Casa Bianca sta stilando una lista di alleati “buoni e cattivi” da punire, valutando persino lo spostamento delle truppe americane. Le prossime ore diranno se la mediazione pakistana riuscirà a far sedere le parti al tavolo o se il “dialogo tra sordi” lascerà il posto alle bombe.