‘Un suicidio’, cosi’ Matteo Salvini bolla la scelta di Silvio Berlusconi di appoggiare a Roma Alfio Marchini e non Giorgia Meloni mettendo di fatto il centrodestra fuori dal ballottaggio. Dal 20 giugno, dice il leader della Lega ‘servira’ una nuova coalizione’, tanto piu’ che ‘Renzi esce stra-indebolito dal voto’. Un affondo contro il Pd che parte da Milano dove Parisi al 40,8% avvicina Sala al 41,7. A Napoli, invece, e’ il Pd a restare fuori dal ballottaggio a favore del centrodestra, con il replay della sfida De Magistris-Lettieri. A Cagliari Massimo Zedda di Sel e’ l’unico candidato sindaco nei capoluoghi di Regione ad aver vinto al primo turno.
“La Lega ha avuto un risultato storico che dedichiamo a Gianluca Buonanno”. Questo il giudizio complessivo del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, sulla performance elettorale del suo partito al primo turno delle comunali di ieri. “I numeri veri ci dicono – ha spiegato Salvini – che la Lega ha piu’ che raddoppiato i sindaci in Lombardia, da 14 a 21 con 12 ballottaggi, in Veneto abbiamo fatto man bassa e in Emilia abbiamo raddoppiato i sindaci. A Milano abbiamo portato Parisi a un punto da Sala e questo mi riempie d’orgoglio”.
“Dal 20 giugno, dopo i ballottaggi, saro’ al lavoro per un’assemblea di tutti quelli che non vogliono morire renziani e stendere un programma in dieci punti di una nuova coalizione che guardi al futuro e non al passato”. “Mi spiace davvero, di cuore, per la Meloni. Ma li’ purtroppo Berlusconi ha sbagliato, guardando al passato…”: lo ha detto il leader leghista, Matteo Salvini, commentando il risultato elettorale nella capitale. “Adesso – ha aggiunto – bisogna ricostruire il centrodestra, ma su nuove basi e non certo sulle poltrone o guardando al passato. Un centrodestra forte, libero e orgoglioso”.
“Renzi è venuto qui a parlarci di calcio di rigore, ma i milanesi l’hanno parato”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, commentando i risultati elettorali in conferenza stampa nella sede della Lega di via Bellerio a Milano. Secondo Salvini, “per Renzi è stata una batosta a prescindere del risultato finale. Al suo posto qualche domandina me la farei”, ha detto. A chi gli ha chiesto un commento sul fatto che a Bologna e a Milano i voti la Lega abbia ottenuto più o meno gli stessi voti di cinque anni fa, Salvini ha replicato: “Spesso è un problema economico: a Milano un singolo candidato di Forza Italia per farsi eleggere in consiglio comunale ha speso quanto ha speso la Lega per la Lombardia” mentre “nei comuni più piccoli, dove si fa il porta a porta”, è più facile. “Comunque – ha aggiunto – a Milano siamo passati dal 9,5 all’11,7%. E a Milano la mission è stata delle compattezza totale” con “l’obiettivo di vincere”. Qui, ha spiegato, “la Lega ha fatto un passo indietro per il bene della coalizione, cosa che altri non hanno fatto da altre parti”. Riguardo Mariastella Gelmini, capolista di Forza Italia, che ha preso più preferenze di Salvini, il leader della Lega ha commentato: “Sono contento per lei, per le preferenze della Gelmini, non so quanto le siano costate. A me niente”. Più in generale, “Se fossi a Roma non voterei Giacchetti, se fossi a Torino non voterei Fassino”, ha concluso Salvini.
“Fino al 19 giugno farò un appello non agli altri, ma a chi non ha votato. Dal 20 sarò al lavoro per convocare un’assemblea per chi non vuole morire renziano e stendere dieci punti programmatici per una nuova coalizione di chi vuole guardare al futuro e non al passato”. “Noi continueremo a fare una sana opposizione e poi, se si votasse per le politiche, saremmo pronti anche domani mattina”.
“Mi aspettavo di vincere al primo turno, l’avevo capito nei giorni scorsi osservando le persone che mi sorridevano”. Lo ha dichiarato ai giornalisti il sindaco rieletto di Cagliari, Massimo Zedda, subito dopo lo spoglio dell’ultima sezione, alle 15.30. “Dedico questa vittoria a mia madre che da tre mesi e’ in ospedale – sottolinea il primo cittadino fresco di riconferma -. Non ho sentito Renzi ma solo il sottosegretario Lotti via Whatsapp. Mi ha scritto ‘Lavoriamo per Cagliari'”.
“Il presidente Berlusconi, residente a Roma, al ballottaggio si rechera’ a votare, e votera’ scheda bianca, per sottolineare l’inadeguatezza di entrambe le proposte politiche ma anche, di fronte al drammatico astensionismo, l’importanza di esercitare sempre e comunque il diritto di voto. In questo rivolgiamo un pressante appello a tutti gli Italiani ad andare a votare il 19 giugno”. E’ quanto si legge in una nota di Forza Italia. “Il centro-destra deve affrontare ballottaggi importanti, molti dei quali si possono vincere. Ora e’ il momento di lavorare tutti insieme per questo, mettendo da parte eventuali polemiche. Bisognera’ naturalmente fare una riflessione sugli errori commessi dal centro-destra a Roma e a Torino, ma va fatta con serenita’ dopo i ballottaggi. Ora il nostro appello e’ a serrare le file con il massimo impegno per vincere” conclude Forza Italia.
“Il bilancio complessivo di queste elezioni, pur con luci ed ombre, ci vede soddisfatti. Forza Italia si conferma il primo partito della coalizione di centrodestra, pur tenendo conto del fatto che le liste civiche drenano voti soprattutto a noi e che storicamente le comunali sono le elezioni meno favorevoli al nostro voto di lista”, si legge nella nota del partito guidato da Silvio Berlusconi.
“Il centrodestra, ovunque è unito – aggiunge – è competitivo e in grado di vincere. Questo in modo omogeneo, da nord a sud. Altrettanto evidente è che dove il centrodestra è frammentato, come a Roma e a Torino, l’elettorato di Forza Italia, che esprime un voto non ideologico, non ha motivazioni per andare ad esprimere un voto di pura testimonianza. Fondamentale il risultato di Milano, dove il centrodestra è vincente perché ha un profilo moderato nel quale hanno spazio le ragioni di tutti e la convergenza si trova sulle cose. Un candidato di alto livello e l’unità di tutti i moderati si sono rivelati essenziali per arrivare a questo primo traguardo. In tutt’Italia è stata premiata la scelta di indicare candidati espressione della cultura del fare. Forza Italia rappresenta da sola circa la metà della coalizione, pur tenendo conto del dato di Roma dove il risultato di Fratelli d’Italia è del tutto anomalo (12.2% contro il 2.3% nel resto d’Italia). Se escludessimo Roma, Forza Italia costituirebbe da sola oltre il 60% del centrodestra. Senza i moderati, la destra arriva al massimo al 20% di Roma, è lontanissima da qualsiasi possibilità di diventare una forza di governo. Tantomeno in un’elezione nazionale. Il dato omogeneo, da nord a sud, è la sconfitta del renzismo. Bersani aveva ottenuto risultati molto migliori di Renzi. Alcuni dati sono emblematici. L’altra volta, Bersani aveva vinto al primo turno 10 capoluoghi, ora Renzi ne vince tre, non dei più grandi (Rimini, Cagliari, Salerno). Di questi tre, due hanno candidati non renziani. A Salerno stravince l’uomo vicino al governatore De Luca (70%) notoriamente non renziano, mentre la candidata renziana a Napoli non arriva al ballottaggio, nonostante l’impegno personale di Renzi su Napoli. A Cagliari vince la sinistra vecchio stile, con un sindaco uscente che viene da SEL, senza concorrenti a sinistra: fra le liste d’appoggio ce n’è persino una del PCI, con il simbolo del vecchio partito. Nelle ‘regioni rosse’ il dato è ancora più evidente: a Bologna il candidato del PD è sotto il 40% (l’altra volta vinse comodamente al primo turno), a Ravenna si va per la prima volta al ballottaggio, nonostante Renzi abbia scelto proprio Ravenna per chiudere la campagna elettorale. Nell’unico capoluogo toscano in cui si vota, Grosseto, si va al ballottaggio con il centro-destra in netto vantaggio e dove molti comuni minori in Toscana sono stati conquistati da noi. Anche la scelta della data delle elezioni, voluta da Renzi in un periodo di vacanza apposta per scoraggiare il voto degli italiani, è servita solo ad abbassare ulteriormente la partecipazione degli elettori, ma non ha salvato il PD. Renzi afferma che i candidati del PD hanno preso mediamente il 35%-40% dei voti. In realtà, il dato medio dei candidati PD è del 33.4%, molto simile a quello del centro-destra unito. Questo significa che Renzi rappresenta circa 1/3 dei votanti, quindi il 20% degli italiani. Con questi numeri il premier vuole governare il Paese e cambiare la Costituzione. Se leggiamo questi risultati nella prospettiva del referendum, la risposta è evidente. Sappiamo che Renzi ha voluto un referendum non sulla Costituzione ma sulla sua persona. Gli italiani gli stanno dicendo di no, e con questo scenario il referendum non ha speranza. Però è arbitrario e forzato paragonare due scenari e due situazioni del tutto diverse. Quella del referendum è un’altra partita, cominceremo a combatterla dopo i ballottaggi. Dobbiamo prendere atto che il Movimento Cinque Stelle ha avuto una crescita politica e non solo numerica importante. Non è più solo un fenomeno di protesta occasionale, è una realtà politica che merita rispetto e con la quale bisogna fare i conti. Rimane ovviamente lontano e incompatibile con noi e con la nostra cultura, nessuna alleanza è possibile, e finora i Cinquestelle hanno fallito la prova di governo delle città, ma è ora di prenderlo sul serio e di confrontarsi sui contenuti. Escludiamo ogni ipotesi di sostegno al ballottaggio ai candidati del centrosinistra, anche quando si trovino a competere con i candidati del Movimento Cinque Stelle, come a Roma e a Torino. Il Presidente BERLUSCONI, residente a Roma, al ballottaggio si recherà a votare, e voterà scheda bianca, per sottolineare l’inadeguatezza di entrambe le proposte politiche ma anche, di fronte al drammatico astensionismo, l’importanza di esercitare sempre e comunque il diritto di voto. In questo rivolgiamo un pressante appello a tutti gli italiani ad andare a votare il 19 giugno. Il centrodestra deve affrontare ballottaggi importanti, molti dei quali si possono vincere. Ora è il momento di lavorare tutti insieme per questo, mettendo da parte eventuali polemiche. Bisognerà naturalmente fare una riflessione sugli errori commessi dal centrodestra a Roma e a Torino, ma va fatta con serenità dopo i ballottaggi. Ora il nostro appello è a serrare le file con il massimo impegno per vincere”.